Pezzopane: “Ora sì che si può fare una metropolitana,potenziamo subito la ferrovia”


pezzopane-stefania-giu-092L’Aquila – Altro che il vecchio sogno (o presa in giro, sarebbe meglio dire) della metropolitana da Coppito ai Quattro Cantoni, pozzo senza fondo di soldi, pasticci, manovre, e di fandonie politico-amministrative, presa in giro storica per L’Aquila, lo Stato e l’Unione europea. Ora sì che una metropolitana leggera, poco costosa, facile da realizzare, è possibile. Da tempo ne era convinta, e ne aveva parlato almeno due anni fa, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane. Il progetto, ha confermato oggi l’assessore Pio Alleva, è pronto da marzo ed è stato già presentato alla Regione. Oggi, dopo quello che è successo, e dopo i precedenti aberranti e sconcertanti dell’incompiuta tranvia urbana, la Pezzopane dice: “Basta piangere, diamoci da fare, pensiamo e agiamo di concerto tutti, perchè la metropolitana di superficie già ce l’abbiamo, serve poco a renderla operativa e a risolvere i problemi di mobilità tra i vari “capi” della città”. La metropolitana di superficie è la linea ferroviaria, oggi percorsa da tristi trenini sempre semivuoti e scarabocchiati da grossolani writers di provincia. L’abbiamo sotto gli occhi, e bisogna riesumare il progetto della Provincia, perchè oggi si può fare: presto e con una spesa relativamente sopportabile.

stazione-ferroviaria1L’Aquila sta morendo di terremoto e di traffico. I danni del primo con il tempo e con capacità, si possono riparare, come riparati furono quelli del 1703 e del 1461. Ci mancherebbe altro… Il traffico è una malattia sempre più grave, che diverrà gravissima con gli insediamenti nelle new town, decine di migliaia di abitanti dislocati lontani da tutto, che dovranno muoversi in auto e autobus. Lungo strade che nessuno, in decenni, è stato capace di ammodernare, allargare, adeguare a flussi veicolari già oggi non sopportabili. Le varie amministrazioni comunali e l’Anas hanno farfugliato, balbettato, annaspato senza cavare un ragno dal buco, incapaci di agire ma soprattutto di pensare, di avere idee, programmare, prevedere un futuro che qualsiasi ragazzino avrebbe saputo immaginare. Pensate a quali persone eravamo affidati…
Oggi il problema si affronta nella drammatica situazione post-sisma, annaspando più di prima, ma soprattutto affondando nella palude dei tavoli, degli incontri, degli affidamenti di responsabilità a persone che hanno solo titoli… politici. Nessuno è veramente esperto, nessuno ha i numeri, nessuno ha i requisiti: i piani per il traffico pagati centinaia di milioni di lire, in passato, a nùgoli di tecnici, sono rimasti nei cassetti!
La Provincia, invece, ha idee chiare, ha i piedi per terra, indica soluzioni e dice anche dove prendere le risorse. Per la Pezzopane e l’assessore Alleva, la linea ferroviaria è una metropolitana di superficie già pronta tra Sassa e S.Demetrio: basta metterci dei trenini sopra e farli muovere su e giù, servendo paesi, frazioni, quartieri, zone produttive, e presto anche le new town. Occorrono ovviamente interventi, adeguamenti, svincoli. La linea va ammodernata, ma sono pochi chilometri. Occorre della viabilità, ma non rilevante. Occorrono interventi che si possono progettare e fare in poco tempo, recependo risorse – ha detto chiaramente la Pezzopane oggi presentando il progetto – “dai fondi FAS per l’Abruzzo e dai fondi per il terremoto destinati alle ferrovie”. Ce ne sono e Trenitalia è disposta a parlarne. La metropolitana di superficie libererà l’area aquilana dal gran traffico quotidiano, ma resterà ovviamente sempre linea ferroviaria. Puntando ad un rapido collegamento con Sulmona e l’area peligna, occorre adoperarsi anche per rimodernare il tratto Sulmona-Pescara: a trarne vantaggi saranno l’area aquilana, quella peligna, e tutti si gioveranno di un collegamento veloce e comodo per Pescara e la costa. Un progetto che non fa una grinza. L’idea è stata rilanciata: quando la Pezzopane ne parlò non furono in molti, anni fa, a condividere le sue idee. Le idee, quando sono buone, suscitano livori, invidie, e attivano gli occulti e potenti frenatori che hanno sempre soffocato L’Aquila.
Ora le cose stanno diversamente, o vivere o morire: “Suardo verso il futuro - dice la presidente – altrimenti dalla palude in cui siamo non usciamo più”. Lei non lo aggiunge per garbo e rispetto degli altri, ma lo diciamo noi: “Smucchiatevi tutti, uscite dal sonno e dall’inerzia, smettetela di piangervi addosso: è arrivata l’ora di alzare la voce ma soprattutto di mettere in moto i cervelli. Quest’ultima cosa ci pare la più difficile da raggiungere… (G.Col.)
(Nelle foto Col: Stefania Pezzopane durante una recente manifestazione di protesta a sostegno dei terremotati. Sotto: la stazione ferroviaria dell’Aquila, attualmente pressochè inutilizzata)


14 Agosto 2009

Categoria : Cronaca
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Commenti
frufru

14 agosto 2009
13:04

Tutto bello, tutto positivo se non fosse che siamo alla vigilia delle elezioni provinciali. Se ci fosse stato più tempo avremmo potuto organizzare tutti insieme un tavolo di concertazione per proporre un concorso dei 100 cervelli versione II. Invece no. Non funziona così se non in un continuo e non interrotto processo di campagna elettorale. Non siamo noi tenuti a fare la metropolitana a meno che non si intendeva dire che se la rivotiamo ci farà la metropolitana di superficie…deve tornà baffò. Quello vero però.

gianfranco

14 agosto 2009
14:14

In italia siamo sempre alla vigilia di qualcosa ma a noi è capitato di essere POST qualcosa. A me sembra una buona idea e se l’avesse fatta una personalità di centro destra sarebbe stata comunque una buona idea.

Vincenzo

14 agosto 2009
14:37

Anche io sono convinto che sia una buona idea. Va anche detto che la presidente Pezzopane nel marasma generale dove veramente si muovono loschi soggetti che hanno dato ampia prova della loro incapacita’ a gestire la cosa pubblica, sia tra i pochi a mettere in campo cose concrete. A questa vorrei aggiungere la prossima apertura di Via dei Muratori di Pizzoli da parte del comune. Cerchiamo di non fare sempre i soliti aquilani capaci solo di criticare. Anche quando si tratta di cose positive per la comunita’.

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