“Trentotto secondi” di Giusi Pitari


L’Aquila – “… quello che è accaduto nei famosi 38 secondi è un processo irreversibile, caratterizzato da un aumento impressionante di entropia. Cioè di disordine. Mettere in ordine costa, costa tanto. (…) Ognuno ha un compito nel riordinare. Nessuno può farlo da solo…”. Gustavo Dominici – gdominici@mclink.it

“Trentotto secondi” di Giusi Pitari, docente a Biotenologie presso l’Università dell’Aquila, è un volumetto di poco più di 80 pagine che leggi d’un fiato. E’ coinvolgente, liberatorio, catartico per chi quell’esperienza l’ha vissuta. E’ qualcosa che non t’aspetti. Ti sorprende che l’abbia scritto una persona di Scienza – Docente di Biochimica alla Facoltà di Biotecnologie della città – e che, come tale, non abbia messo su carta una puntigliosa e scientifica disamina dell’accaduto, sezionandone gli eventi fino ad arrivare a delle conclusioni verificabili, quanto invece sia penetrata in quella dimensione spazio-temporale fino a pervadersene, riconsegnando al lettore attimi, immagini, sensazioni dilatati e penetranti. Come frammenti radioattivi che ti contaminano, che ti spingono a leggerlo e rileggerlo ancora per rivivere l’emozione che trasuda dalle pagine. E ancora, e ancora, come una medicina che non basta assumere una sola volta, ma devi ripeterne il dosaggio ad ogni inevitabile ricaduta. E quindi ti sorprende nel panorama comunque ricco e di pregio delle pubblicazioni post-tragedia: testi con immagini preziose, lucide ricostruzioni dell’accaduto, analisi della tragedia paragonata ad altre vicende simili, o anche testi polemici, di protesta, di denuncia. 38 secondi è differente e non catalogabile. Sono parole che hanno saltato a piè pari l’intelletto e dai reconditi anfratti dell’animo dell’Autrice arrivano direttamente al lettore. E’ il talento che non necessita di conoscenze tecniche. E’ la sofferenza non mediata di chi vede distrutta e difficilmente recuperabile la sua amata città di L’Aquila”.


02 Settembre 2009

Categoria : Cultura
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