PEC obbligata, PECC@TO che non c’è…


Ofena – Scrive Dino Rossi (Cospa Abruzzo): “Come sempre in Italia, Abruzzo compreso, le cose si iniziano dalla fine. È la volta della ormai famosa PEC, posta certificata, obbligatoria e non certamente gratis!
I titolari di aziende italiane e abruzzesi si sono dovuti infilare le mani nel portafoglio, recarsi negli uffici postali, aperti nei giorni alterni nei piccoli centri, affollati nelle città e provvedere ai dovuti versamenti. Fin qui si potrebbe anche tollerare, dico si potrebbe, ma inaccettabile lo diventa, quando si scopre che l’ultimo miglio della rete Telecom, dove tutti si connettono, FASTWEB, Vodafone, due bite ecc. ecc, sono sguarnite di fibra ottica, tanto da interessare molti centri urbani, tante zone industriali, anche vicino alle grandi città. Ne citiamo solo alcuni di siti sprovvisti di collegamento, visto che le zone scoperte sono oltre il 50% del territorio, una delle più importanti: la zona industriale di Chieti, SALAVAIEZZI, dove c’è il centro DAMA, Barisciano ultimamente ha accolto l’accentramento delle caserme del Corpo Forestale dello Stato, sono sprovvisti della linea ADSL. Tanti altri si sono arrangiati alla meglio, con la due bite, chiaramente a proprie spese. Ci sarebbe da ultimare l’ultimo miglio, come chiamato tecnicamente, ma mancano i fondi, la Telecom con il proprio bilancio non riesce a coprire tutto il territorio regionale.
Qualche anno fà, la regione Abruzzo aveva foraggiato alcuni carrozzoni per mettere in rete tutti i comuni d’Abruzzo, come l’ARIT ed Abruzzo ENGENERNG. Finanziamenti spariti nel nulla, anzi nelle tasche di qualcuno. Fortunati sono stati i cittadini di Ofena Capestrano Collepietro, Navelli. Villa San Lucia e San Pio delle Camere, il paesino di Franco Marini. Certamente i cittadini sono stati fortunati, non ad avere politici potenti, ma questa un’associazione combattiva che riuscì a suo tempo raccogliere migliaia di firme, utilizzate per spronare la Telecom. A quanto pare I soldi sono finiti, non ci sono per le cose utili, ma si continuano a mantenere carrozzoni inutili ad infilare politici trombati e dannosi per la comunità, con l’aggravante degli obblighi che rimangono per una cosa che funziona male o addirittura non funziona affatto. Forse dovremmo rimediare noi allevatori!!
Per risolvere il problema della fibra ottica, abbiamo pensato di allevare piccioni viaggiatori PEC. Forse in questo modo potremmo risanare il bilancio aziendale agricolo, magari non gravare sulla spesa pubblica e dare un servizio alle ormai poche attività rimaste aperte per testardaggine. Siamo sotto campagna elettorale e nessuno parla di queste cose, si vedono manifesti che inneggiano ad un Abruzzo che vale. Si è totalmente lontani dalle realtà, si fa campagna elettorale sulla uccisione degli agnelli, sull’ambiente, sull’occupazione. purtroppo ci ritroviamo le aziende zootecniche prossime alla chiusura, l’ambiente inquinato e abbandonato, migliaia di disoccupati. Bhe! Che l’Abruzzo vale e l’Italia anche, questo lo sappiamo, il problema è che molti di noi non hanno capito che sono i nostri politici tutti, a valere meno di un fico secco!”.
(Ndr) – L’Italia non è un paese difficile, serio, complicato, pieno di furbi e di risorse. No, è semplicemente e soltanto un paese ridicolo.


18 Aprile 2014

Categoria : Dai Lettori
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