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Chiodi: “Ridicolo parlare di riforma…”

16 agosto 2014 @ 16:03 Categoria: Politica

[1]L’Aquila – LA GIUNTA D’ALFONSO E LA VOCE DEI “PROMOTER DEL NULLA” – «E’ veramente ridicolo spacciare la legge approvata in consiglio giovedì come una riforma della pubblica amministrazione, anzi come dice D’Alfonso come la riforma “salvifica” del personale. Si tratta esclusivamente della nomina di un direttore generale, della riduzione dei direttori regionali per effetto della riduzione degli assessori e della possibilità di nomina di commissari, con soli poteri di indirizzo e controllo».
Lo afferma il Consigliere regionale di Forza Italia, Gianni Chiodi, in merito alla riforma della pubblica amministrazione
regionale, approvata giovedì dal Consiglio regionale. «Solo “dei promoter del nulla” – incalza Chiodi – possono spacciare questa norma come il cambiamento della filosofia e dell’impostazione culturale di una regione come l’ha definita D’Alfonso o come la rivoluzione della pubblica
amministrazione come l’ha definita Camillo D’Alessandro». «Durante i comizi
– prosegue Chiodi – D’Alfonso ripeteva che l’Abruzzo vale una burocrazia
facile, beh l’eccesso di burocrazia non si risolve di certo con
l’introduzione di altri burocrati, ma attraverso la semplificazione
normativa, la delegificazione, la rottura del perverso connubio tra classe
politica e burocratica, la digitalizzazione di tutti i processi e la
dematerializzazione che abbiamo già deliberato nella scorsa legislatura.
Insomma – osserva Chiodi – siamo di fronte ad una rappresentazione esteriore
di tipo artistico ma priva di sostanza, d’altronde come tutte le “premure”
annunciate per gli abruzzesi, in perfetto stile di questa maggioranza che ha
difficoltà a collegare alle parole i fatti. Devo comunque riconoscere il
buon lavoro che abbiamo portato avanti con l’opposizione – prosegue Chiodi -
con cui abbiamo sventato le norme che introducevano la progressione
verticale dei dipendenti senza concorso e l’aumento del numero dei dirigenti
regionali. Per ora, queste cambiali elettorali non potranno essere
incassate». «Abbiamo inoltre obbligato la maggioranza – prosegue Chiodi – ad
introdurre un tetto al compenso del nuovo direttore generale che non potrà
superare il 20 per cento dello stipendio di un direttore regionale e
concordato la riduzione del 30 per cento della spesa per il personale degli
staff politici, considerando la riduzione degli assessori. Anche la figura
del cosiddetto “commissario realizzatore” andrà disciplinata da una legge
obiettivo regionale che approveremo nei prossimi mesi e sarà una figura
assai diversa rispetto a quella prospettata da D’Alfonso. La Regione che
vogliamo per le future generazioni – conclude Chiodi – deve essere si
efficiente e competitiva, ma non vuole tornare indietro ai tempi in cui
proliferavano poltrone e incarichi fuori controllo a totale discrezione
della politica. Ora, l’Abruzzo ha rialzato la china, ha riconquistato il
rispetto nei principali tavoli nazionali e non lo perderà per soddisfare “le
promesse elettorali” di questa maggioranza».


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