Almeno, siano educati e discreti


Durante la Perdonanza qualcuno c’è in giro per il centro dell’Aquila, dove i cantieri rappresentano ormai una curiosità, un fenomeno da osservare e fotografare. Su molti palazzi restaurati “sparano” i nomi delle imprese che hanno avuto i lavori più importanti, quelli i cui importi si calcolano a milioni di euro. Che sono miliardi di lire, per chi lo avesse dimenticato.
Spesso, come su palazzo Fibbioni, i cartelli sono esagerati, enormi, messi in modo che debbano per forza capitare nelle foto e nelle immagini tv. Visto che i signori del tondino e del cemento non hanno dato alcun sostegno alla Perdonanza, evitino di approfittarne per fare autopromozione. Almeno, siano educati e discreti. Il nome dell’impresa sì, ma bastano piccoli cartelli, non cazzotti negli occhi della gente.
Se gli impresari, alcuni dei quali non hanno imparato il fair play perchè non avevano tempo, non arrivano da soli a capire certe cose, il sindaco ordini loro di essere meno chiassosi e onnipresenti. Sempre onnipresenti, meno che alla Perdonanza. Ma, si sa, parliamo di signori molto occupati con le calcolatrici, che di Celestino V si sono dimenticati. Che distratti.
Sia loro ricordato che stanno ricostruendo, oltre alle loro cospicue fortune, anche la città del perdono e della pace. E, una volta, del buon gusto.



26 Agosto 2014

Gianfranco Colacito  -  Direttore InAbruzzo.com - giancolacito@yahoo.it

Categoria : Editoriale
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