Metro aquilana, Kafka o Pirandello?


(Foto: l’autore satirico latino Plauto) – Difficile cercare un autore nell’opera del quale potrebbe collocarsi, per assurdo, la storia della metropolitana aquilana. Kafka, dicono i colti. Pirandello e il suo stile surreale. O forse Eduardo. Che sia meglio un autore farsesco o un raccontatore di boutade ridicole?
Ognuno scelga come vuole. Di sicuro, un record è già stato battuto. Quello della incompiuta più grande e costosa della storia italiana, incompiuta che pur non esistendo, continua a costare somme enormi infliggendo spallate al comune, il quale poverino non sa come uscirne, o meglio non ha i soldi per uscirne in qualche modo. Ne è prigioniero. Le incompiute aquilane potrebbero esporsi in un museo degli orrori politico-amministrativi, tante e tali sono. Ma la metro supera ogni immaginazione e negli anni appare come un Leviatano incombente, inestirbabile, invincibile. Pensate che dovranno pagarne i costi (non si sfugge, infatti) cittadini che quando fu inventata questa megabufala, non erano nati o erano poppanti.
Gli antichi romani e greci avevano autori satirici che li aiutavano a ridere e a sbellicarsi, anche in modo scomposto e colorito. Chi verrà dopo di noi potrà leggersi la cronache aquilane degli ultimi decenni.



21 Maggio 2015

Gianfranco Colacito  -  Direttore InAbruzzo.com - giancolacito@yahoo.it

Categoria : Editoriale
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