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Banche, il gregge affidato al lupo?

30 novembre 2015 @ 19:20 Categoria: Dai Lettori

[1]L’Aquila – Scrive Franco Taccia: “Gentile Direttore, nell’editoriale Lei scrive giustamente “gli amici non li trovi in banca” perchè da molti anni affidare il proprio denaro a”qualche”…. istituto di credito può equivalere ad incaricare un lupo di controllare il gregge col risultato facilmente intuibile.

Perchè da un pezzo, e non solo in banca, l’unico interesse è quello di far soldi (e sarebbe anche normale) ma di farli subito, senza tenere in considerazione l’ “essere umano” con cui si tratta, cercando di arraffare il più possibile, costi quel che costi.

Per fare questo più che gente senza scrupoli serve gente ignorante, anzi, senza scrupoli e ignorante, che in cambio di cointeressenze, di avanzamenti di carriera altrimenti preclusi per carenze di varia natura, ovvero ignoranza al cubo è pronta a spacciare la monnezza per caviale.
Il “beota” incapace di rispondere alle domande più elementari, che magari va avanti con una sorta di manuale preparatogli dal “capo” e con su scritto cosa rispondere alle domande più frequenti, si trova sempre e negli anni è stata tutta una gara a chi vendeva di più, anzi a chi fa più “selling”, per superare il “budget”, per consentire di raccogliere subito fregandosene delle probabili conseguenze per la clientela; con gente che parla di investimenti quando invece prospetta “speculazione” a clienti che ne sanno meno di quello che si trovano davanti e che sentendo parlare di “bond” pensano all’agente segreto.
E con la differenza rispetto al “lupo” di cui parlavo all’inizio, che contrariamente a questi “automi” è perfettamente in grado di svolgere il proprio compito senza nessun tipo di indottrinamento, perchè per lui è una dote naturale.
Nel contempo emarginazione dei più corretti, di quelli che mai racconterebbero una balla e che sono convinti che il miglior affare è fidelizzare il cliente e senza tentare di violentarlo.

Ma è solo uno dei molteplici effetti del decadimento generale, di quello per cui tutti sanno far tutto e nessuno sa più far bene nulla, e se pure qualcuno c’è viene trattato come un ostacolo o come se avesse la “puzza sotto il naso”.

Succede nelle banche ma anche nelle compagnie di assicurazione, nelle finanziarie, dovunque ci sia un’attività finalizzata alla raccolta di denaro che diventa prioritaria rispetto al servizio che contestualmente andrebbe reso al cliente. Con l’assurdo che molti clienti si ritrovano in braghe di tela proprio perchè gli è stato reso un “bel servizio”.


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