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LCV sul riassetto sanitario e decreto Lorenzin

30 giugno 2016 @ 18:00 Categoria: Politica

[1]L’Aquila – Il Gruppo consiliare L’Aquila che vogliamo scrive: “Ci sono alcune parole chiave da individuare per affrontare la questione del riassetto sanitario regionale secondo i dettami del Decreto Lorenzin.

La prima è da cancellare ed è “campanilismo”. Eliminare questa parola dal dibattito è una scelta indispensabile per predisporsi a decisioni efficaci e benefiche per il territorio e soprattutto per le persone. Se questa parola chiave non dovesse essere cancellata il rischio è quello di subire decisioni non razionali, non condivise e probabilmente non efficaci.

La questione si risolve quindi in modo razionale e tecnico. La razionalità ci spinge prima di tutto al principio della copertura territoriale del servizio sanitario Per questo APLCV condivide la proposta presentata dall’ACOI secondo cui sarebbe logico, come in parte sembrerebbe già assunto dal governo regionale per l’area costiera, valutare la copertura territoriale considerando le peculiarità della regione, morfologicamente e logisticamente caratterizzata in due macro zone: quella costiera e quella interna.

In sintesi la proposta è quella di prevedere due ambiti di secondo livello (uno per la costa ed uno per le aree interne) che si sviluppino ciascuno su due strutture, specializzate in modo complementare fra loro, per eccellenze, diremmo con una parola chiave positiva per “missione”: una dovrebbe essere costituita dalle strutture di Pescara e Chieti e l’altra da quelle di L’Aquila e Teramo, ciascuna con il mantenimento e potenziamento delle proprie eccellenze (in una logica didipartimenti polistruttura) e con delega delle mancanti alla struttura perfettamente complementari anche per i tempi di collegamento.

Di conseguenza e a cascata, le strutture di primo livello, di base e di comunità, potrebbero essere mantenute in una logica di centralizzazione per tipologie di interventi e contemporanea decentralizzazione territoriale, in modo da avere per ciascun presidio la necessaria massa critica di lavoro (che diventa fattore sistemico di successo in quanto a dotazioni e capacità) e la indispensabile distribuzione sul territorio che scongiurerebbe il serio rischio di creare sul territorio pericolose zone d’ombra della copertura del servizio sanitario.


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