Terremoto: arcidiocesi , su aiuti mettersi “in rete”


L’Aquila – “E’ fondamentale che gli aiuti intercettino correttamente le esigenze reali della popolazione colpita dal sisma, altrimenti si corre il rischio di attivare interventi generosi ma di fatto inutili e talvolta ingombranti. In tale prospettiva, risulta fondamentale mettersi ‘in rete’ con in vari soggetti che presiedono la raccolta e la distribuzione degli aiuti, per ottimizzare i risultati delle attivita’ di soccorso, evitando dispersioni, intasamenti e sovrapposizioni. Anche dai vertici della Protezione civile vengono chiari e autorevoli segnali in questa direzione”. L’invito viene dall’arcidiocesi dell’Aquila la quale fa sapere che “proprio dalla Direzione della Caritas Nazionale viene l’esortazione a mettersi ‘in sistema’, evitando iniziative autonome, in se’ buone, ma scarsamente produttive e potenzialmente distoniche. La parola d’ordine, in ambito ecclesiale, e’ dunque: entrare ‘in connessione’ con i Centri di Raccordo nazionali, diocesani, locali”. “La Chiesa aquilana, tramite la Caritas Diocesana – rende noto l’arcidiocesi – si tiene costantemente in contatto con la Caritas Nazionale, che ha il compito di coordinare le iniziative messe in campo in ambito ecclesiale, sia nell’immediato come sulle distanze medio-lunghe. Ci e’ giunta notizia che mons. Benedetto Falcetti, direttore della Caritas della Diocesi di Rieti, invita a sospendere temporaneamente l’invio di viveri e di vestiario, dal momento che risulta difficile trasportare gli aiuti nei centri colpiti. Infatti, le ultime scosse sismiche hanno compromesso la transitabilita’ delle strade e, di conseguenza, reso precario il traffico verso le localita’ devastate dal terremoto. I responsabili della Caritas Nazionale si sono recati nelle zone devastate dalle scosse sismiche ed hanno avviato un attento studio della situazione, in sinergia con le Autorita’ civili, al fine di verificare i bisogni concreti e le modalita’ piu’ opportune per organizzare le azioni di sostegno. Verranno indicati i ‘campi di raccolta’ sui quali convogliare il materiale raccolto e saranno forniti gli orientamenti per operare in modo sincronico e organico”. Occorre, pertanto, “restare in attesa di ulteriori disposizioni e di mantenere in magazzino le derrate alimentari, i capi di vestiario e altro materiale raccolto”. L’arcivescovo dell’Aquila, mons. Giuseppe Petrocchi, e’ stato per oltre 13 anni parroco di Trisungo, che dista 2,5 km da Arquata del Tronto e 5,6 km da Pescara del Tronto: paesi rasi al suolo dal terremoto. Percio’ conosce bene i luoghi e la gente che li abita. Conoscendo non per “sentito dire” ma per “esperienza diretta”, le sensibilita’ e le situazioni dell’area, si tiene in stretto contatto con i vescovi di Rieti e di Ascoli, come anche con le rispettive Caritas, per programmare interventi sia immediati che futuri. Infine l’arcidiocesi, in sintonia con l’iniziativa promossa dalla Cei, “si impegna a promuovere la raccolta di offerte per domenica 18 settembre”.


27 Agosto 2016

Categoria : Cronaca
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