Discarica Bussi: le motivazioni della Cassazione


Pescara – “Secondo il diritto vigente, gia’ all’epoca dei fatti per i quali si procede, l’ordinamento conteneva norme volte a tutelare le acque dall’inquinamento e le stesse matrici ambientali”. E’ uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza emessa il 28 settembre scorso dalla Cassazione sulla vicenda relativa alla mega discarica di rifiuti tossici di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara. Relativamente al ricorso con il quale gli imputati “rilevano l’insussistenza di divieti di interramento in epoca antecedente al 1982″, per la Cassazione “l’assunto non ha pregio”.
Il mese scorso – ricorda l’AGI – i giudici di Piazza Cavour avevano assolto quattro imputati “per non aver commesso il fatto”; sei posizioni erano invece cadute in prescrizione relative al reato di disastro ambientale colposo aggravato. Il verdetto aveva ribaltato la sentenza d’appello, in cui erano state inflitte 10 condanne a pene – coperte interamente da indulto – comprese tra 2 e 3 anni. La Corte, inoltre, aveva rigettato sei ricorsi con cui chi era stato assolto in appello in base all’articolo del codice di procedura penale che ricalca la vecchia formula dell’insufficienza di prove chiedeva l’assoluzione con formula piena.


20 Ottobre 2018

Categoria : Cronaca
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