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“No alla produzione del motore elettrico in Ungheria”

15 maggio 2019 @ 17:45 Categoria: Economia

Chieti – Il fenomeno sempre più sostanzioso della delocalizzazione di aziende o settori produttivi oltre confine à molto preoccupante. Così come lo è il sempre crescente arrivo di falchi dell’acquisto pieni di soldi, che si impadroniscono di aziende locali, che prima o poi porteranno via. Del resto, l’Italia della burocrazia, del lavoro carissimo, dell’energia costosa, , della giustizia lenta e – in Abruzzo – persino della carenza della viabilità come nel caso Sevel, è un ottimo incentivo … all’abbandono del nostro territorio.
A preoccuparsene, a Chieti , pare sia soltanto il locale PD provinciale.
“Dai sindacati apprendiamo – scrive il PD – che il nuovo motore elettrico potrebbe essere prodotto in Ungheria e non nello stabilimento Denso di San Salvo. Evento che impoverirebbe l’economia del nostro territorio, dell’Abruzzo e getterebbe altre ombre sul futuro dell’economia locale.
A Regione e Governo chiediamo concentrazione sul problema e supporti concreti per evitare di arrivare tardi. Occorre intervenire subito su questi segnali d’allarme del settore industriale.
L’Amministrazione Comunale di San Salvo, gli eletti in Regione della Lega e quelli eletti in Parlamento del M5S, nostri concittadini provinciali, dovrebbero dedicare maggiore attenzione ai territori di provenienza. Il Pd è a disposizione per queste battaglie che non hanno colore politico e che incidono profondamente sulla vita delle comunità.
I lavoratori e le aziende non possono essere abbandonati dalla Politica. Il partito, gli eletti e gli amministratori del PD sono aperti al dialogo costruttivo con tutti gli attori sociali per elaborare proposte e risposte ad un problema che investirebbe uomini e donne che lavorano negli stabilimenti produttivi interessati.
Un ragionamento che vale per Denso, per Sevel e anche per tante ditte minori che vogliono sopravvivere e crescere.
La Regione Abruzzo e il Governo nazionale devono elaborare e proporre alle istituzioni e al mercato una programmazione efficace per sostegni concreti e utili alle imprese: è ora di superare le promesse elettorali che si occupano della “fine del lavoro”, costose e non produttive, e avviare azioni di salvaguardia e innovazione del lavoro vero.
Avevano detto No alla delocalizzazione della Honeywell, ma con Di Maio ministro l’azienda ha delocalizzato. Se Sevel, e Denso ora, dovessero spostare le loro produzioni all’estero per l’Abruzzo e per centinaia di famiglie sarebbe un pesante “meno sul futuro”. Gli annunci non bastano.
Non assistiamo inermi a tutto ciò. Salviamo il lavoro.


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