Miasmi burocratico-politici


I buoni alimentari per centinaia di famiglie bisognose fermi a L’Aquila ormai da tempo – caso forse unico in Italia – mette a nudo due aspetti, uno peggiore dell’altro. Il primo è una sorta di isterismo rigoristico, tipico di chi vuole mostrarsi irreprensibile. E invece appare solo quanto meno sgradevole, se non stizzosamente indifferente ai bisogni di questo momento delicato.
Il secondo aspetto è burocratico, cioè appeso a qualche mezza manica imbibita di scartoffie e di commi. Il peggio, specie oggi, in un’Italia che sta tirando a campare in modo tragico e forse precursore di tempi davvero brutti.
Che avrebbero dovuto fare invece di quello che hanno fatto? Facile. Se qualcuno aveva dei butti su una situazione, la metteva da parte per risolverla più avanti, e mandava avanti l’erogazione dei buoni. Invece ne hanno fatto un caso politico che disonora la città e disgusta chi ancora riesce a pensare invece di sbraitare.

PENSIERINO- L’asteroide ci ha mancati. Chi ha preso la mira, lo ha fatto male. Una cosa minuscola come l virus ci sta azzerando, una cosa grande ci manca in pieno. Come è strana la vita.



28 Aprile 2020

Gianfranco Colacito  -  Direttore InAbruzzo.com - giancolacito@yahoo.it

Categoria : Editoriale
del.icio.us    Facebook    Google Bookmark    Linkedin    Segnalo    Sphinn    Technorati    Wikio    Twitter    MySpace    Live    Stampa Articolo    Invia Articolo   




Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Utente

Articoli Correlati

    Nessun articolo correlato.