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La disperata protesta di un allevatore

30 settembre 2010 @ 20:01 Categoria: Cronaca

[1]Pescasseroli – SALE SU UN ALBERO E MINACCIA DI DARSI FUOCO, POI SI SENTE MALE – (Lupi del Parco, come quelli che spesso causano danni agli allevatori, che non vengono risarciti in tempi accettabili e in misura giusta) -Ha assunto oggi toni esasperati e drammatici la protesta di un allevatore, che si dice in gravi difficoltà economiche per il mancati risarcimenti dei danni subiti dagli animali protetti del parco. Giuseppe Tatangelo, 45enne allevatore di Sora (Frosinone) ma al pascolo a Trasacco, e’ salito su un albero di fronte agli uffii del parco a Pescasseroli e ha minacciato di darsi fuoco se non verra’ risarcito immediatamente per i danni provocati ai suoi bovini da lupi e orsi. L’allevatore, a circa 10 metri da terra, prima di sentirsi male ed essere costretto a scendere, ha tenuto in mano una bottiglia di benzina da 2 litri e una corda legata all’albero. Sarebbe bastata una fiamma o una scintilla a causare il peggio. L’uomo ha dimostrato a tutti che faceva sul serio e aveva con sè liquido infiammabile. L’intenzione era qualla di farsi risarcire di circa 15 mila euro di danni provocati solo nei mesi scorsi al grido, indirizzato verso i luoghi ove si sta svolgendo. L’allevatore lamenta la modalita’ di indennizzo di alcune uccisioni a danno di bovini dovute dalla fauna protetta del Pnalm e in particolare non accetta il pagamento al 30 per cento dell’uccisione di un vitello i cui resti non sono stati rinvenuti in sede di sopralluogo dalle guardie del Parco. “Sfido chiunque a ritrovare i resti di un vitellino di pochi mesi ucciso da un branco di lupi in montagna – ha spiegato l’allevatore – e’ cosa nota che questi animali predano per fame e non per gioco”. Oggi pomeriggio, su istanza dei carabinieri, c’e’ stata una trattativa tra i vertici del Pnalm, presidente e direttore, il figlio 19enne dell’allevatore, Michele Tatangelo e il consigliere comunale di Pescasseroli, Pietro Scarponi. Il Parco si e’ detto pronto a restituire gli assegni per 3.700 euro rifiutati da Giuseppe Tatangelo per altre predazioni, oltre a rendersi disponibile per ascoltare l’allevatore in merito alla percentuale di indennizzo del vitellino ucciso e a risarcire altri danni entro la fine di ottobre. Alla richiesta dell’allevatore di avere subito il denaro, cioe’ almeno gli assegni giacenti nelle casse del Parco, la trattativa si e’ interrotta, poiche’ il responsabile del servizio del Parco doveva rinvenire la pratica e quindi sarebbero occorsi piu’ giorni. Momenti di tensione tra il figlio, Michele Tatangelo, e il presidente del Pnalm, Giuseppe Rossi, quando quest’ultimo durante la trattativa, in un momento di nervosismo, ha detto: “Se non scende dall’albero dal Parco non vedra’ piu’ un centesimo”. “Non mi fido piu’ – ha ribadito Giuseppe Tatangelo dall’alto del faggio sul quale si trova – quindi rimarro’ sul questo albero fino ad avere completo ristoro dei danni subiti”. Poco dopo Tatangelo, l’al ha accusato un malore ed e’ stato soccorso dai vigili del fuoco. Una volta a terra e’ stato accolto dal personale medico del 118 e portato in ambulanza all’ospedale di Castel di Sangro per controlli. I vertici dell’ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, su istanza dei consiglieri comunali di Pescasseroli, Pietro Scarponi e Virgilio Morisi, si sono impegnati a liquidare le somme all’allevatore entro lunedi’.


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