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Spese politica, ora piano di rientro

1 aprile 2011 @ 15:05 Categoria: Economia

[1]Pescara – (di Roberto Campo, UIL Abruzzo) – Si è svolto ad Alanno, con la partecipazione del segretario nazionale Uil Guglielmo Loy, il Comitato Centrale della Uil Abruzzo, che ha deliberato la prosecuzione della campagna per la riduzione dei costi esorbitanti della Politica e lo snellimento delle Istituzioni, al fine di renderle più efficienti e consentire risparmi da trasformare in meno tasse sul lavoro e più servizi sociali. Il Comitato Centrale ha deciso di avviare la campagna informativa nei luoghi di lavoro e di costituire gruppi inter-categoriali/confederali di contrattazione territoriale nei maggiori Comuni per affrontare i temi fiscali e tariffari, le politiche sociali, la riduzione degli eccessi nelle spese politico-istituzionali. Il lavoro di analisi dei costi della Politica si è allargato ad altre voci, in particolare quelle relative alle società partecipate. Il risparmio totale annuo che riteniamo possibile sale così a oltre 140 milioni.

Prima voce di risparmio
Ridurre del 20% i costi diretti ed indiretti della Politica, in riferimento alle 38.367 persone che in Abruzzo vivono di Politica: non mina il funzionamento delle Istituzioni, anzi, le rende più snelle e funzionali. È un taglio “lineare”, ma così come ne sopportiamo nella sanità, nella scuola e nei trasporti, possiamo e dobbiamo farlo su queste spese, cresciute negli anni a dismisura rispetto all’inflazione, a livello nazionale e regionale. In Abruzzo, significherebbe risparmiare 18,7 milioni.

La Giunta Regionale ha ridotto meritoriamente alcune spese su consulenze, comunicazione istituzionale e organi consultivi, ma la voce più grossa, quella per il funzionamento di Giunta Regionale e Consiglio, continua a lievitare (siamo a circa 29 milioni l’anno) e vanifica tutti gli altri sforzi di risparmio fatti, tanto che anche in due anni critici come il 2009 e il 2010, questa spesa cresce in Abruzzo del doppio rispetto alla media delle regioni italiane.

Seconda voce di risparmio
Altri risparmi importanti possono venire da una riorganizzazione dei livelli istituzionali. Anche senza arrivare all’abolizione delle Province, che pure sarebbe una scelta sensata, si può chiedere che si attengano alle funzioni loro assegnate dalla Costituzione, senza debordare: in Abruzzo, razionalizzare le Province significherebbe un ulteriore risparmio di 24 milioni. Solo la soppressione di figure non necessarie, come i Direttori Generali di Province e Comuni, ci farebbe risparmiare 1,5 milioni.

Terza voce di risparmio
Accorpamento dei piccoli Comuni: se i 250 Comuni sotto 5.000 abitanti vengono accorpati in 80 Comuni da 15.000 abitanti, la stima prudenziale del risparmio è di 35 milioni.

Quarta voce di risparmio
È di attualità il tema della ridefinizione di alcuni confini istituzionali. Per la proposta della “grande Pescara”, si è stimato un risparmio di 6,7 milioni l’anno. L’altra ipotesi, che noi preferiamo, è quella incentrata sull’area metropolitana, a cavallo delle province di Pescara, Chieti e Teramo, che potrebbe essere più funzionale e far risparmiare di più. C’è poi da definire un progetto di rilancio dell’Aquila come capoluogo, che preveda anche una razionalizzazione delle municipalità intorno, con conseguenti risparmi.

Quinta voce di risparmio
Le partecipate: 883 persone in seno agli organi di governo dei consorzi, società partecipate dalle istituzioni abruzzesi (Regione, Province e Comuni). Per tale partecipazione l’onere finanziario di tali amministrazioni ammonta ad oltre 186 milioni di euro per le indennità. A tali spese andrebbero aggiunti i costi relativi ai gettoni di presenza negli organismi dei 540 componenti degli organi il cui compenso figura a zero, ma hanno diritto al gettone di presenza. Secondo una nostra stima, molto prudenziale, queste persone percepiscono per i gettoni di presenza complessivamente almeno 162 mila euro l’anno. Un taglio del 30% delle spese complessive relative alle partecipate non farebbe alcun danno ma indurrebbe a razionalizzare la spesa, con un risparmio di 55,8 milioni (al netto dei gettoni).
Totale risparmi
Almeno 140,2 milioni l’anno, per una Politica ed Istituzioni più vicine ai cittadini, perché riacquisterebbero il senso della misura e non sovrapporrebbero troppi livelli di governo ed amministrazione.


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