Ricostruzione, non solo soldi e scartoffie


L’Aquila – IL VESCOVO TRAE SPUNTO DA S.AGOSTINO – L’arcivescovo Molinari sul periodico “Vola” torna a riflettere sulla situazione della citta’ dell’Aquila prendendo spunto questa volta da sant’Agostino. Molinari chiarisce innanzitutto il senso dei suoi numerosi interventi sui problemi della ricostruzione utilizzando le parole di Agostino. Il santo vescovo, avendo visto lo sgomento dei cristiano dopo il saccheggio di Roma da parte dei Goti di Alarico, risponde ad alcuni pavidi cristiani che volevano che stesse zitto: “Lungi da me insultare; lungi dal mio cuore e dal mio dolore”. L’unico obiettivo del vescovo di Ippona e’, infatti, quello di aiutare a guardare la loro tragedia con gli occhi della fede: “Che cosa dunque dico quando non taccio di Roma, se non che e’ falso cio’ che dicono loro del nostro Cristo, cioe’ che sia stato Egli a portare Roma alla rovina, mentre erano stati gli dei di pietra e di legno a difenderla?”. Agostino ama davvero Roma e nutre la speranza nel cuore che la citta’ non perira’. Dice, a proposito: “La citta’ non consiste nelle pareti, ma nei cittadini”. E quindi: “Se i cittadini non periscono, la citta’ non perisce”. L’arcivescovo riflette sull’insegnamento di Agostino che e’ “di grande attualita’ anche per noi cristiani dell’Aquila”. Viviamo una crisi nella crisi piu’ grande che ci circonda – continua Molinari – . Sentiamo ogni giorno parlare di ricostruzione. E sembra che il discorso possa essere racchiuso unicamente nei soldi, nelle ordinanze, nei progetti, nei tecnici, nelle decisioni politiche e nel superamento della burocrazia. Certo tutto questo e’ parte importante nel processo di ricostruzione”. Ma non basta. Non basta perche’ la citta’ rischia di perire, se come insegna Agostino, periscono gli stessi cittadini. “I cittadini periscono se si lasciano guidare solo da interessi egoistici e scelgono la via della menzogna, del compromesso, della rinuncia dalla liberta’ per essere schiavi del padrone di turno. I cittadini periscono quando credono piu’ all’economia che alla cultura, piu’ alla tecnica che all’arte, piu’ al pettegolezzo che alla verita’”. La citta’ ha bisogno, invece, di cittadini che progrediscono lasciandosi guidare dalla verita’ dalla speranza e dall’amore autentico a Dio e ai fratelli. “L’Aquila rinascera’ piu’ bella di prima- conclude Molinari – se tutti i cristiani dell’Aquila saranno cittadini vivi, appassionati del bene comune, con il cuore traboccante di speranza”.


31 Ottobre 2011

Categoria : Cronaca
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