Per caso è una strategia?
Le parole di Berlusconi sono, più che un'offesa agli aquilani, un colpo comunicativo enorme. Il premier è un maestro in questo campo: quando vuole strafare nella presenza in tv e sui giornali, sa come fare più di ogni altro.
Ci è riuscito ancora una volta. Ma non è solo lui a usare il cervello, in Italia. Finchè non ce lo impediranno (non è da escludere del tutto), ci siamo anche noi cittadini a cogitare. La sua potrebbe essere una strategia: rumorosa, eclatante, magari anche grossolana, ma una strategia. Le sue parole, la sua rabbia potrebbero mirare a due scopi: farci capire che non ci toglierà le tasse (perchè siamo stati cattivi e ingrati) e dare una mano a chi vuole che il processo per i morti del terremoto si svolta altrove.
Alcuni, come sapete, hanno chiesto che sia così. La Cassazione sta esaminando le istanze. Il clima che secondo Berlusconi si è creato (rancore verso la Protezione civile) potrebbe essere un motivo per destinare a Campobasso i processi. Qui nonb è aria, c'è troppo astio...
Per le tasse, Berlusconi faccia come crede: se non le toglierà per molto altro tempo a tutti, l'area aquilana morirà, anzi sarà uccisa dal Governo, che fungerà da esecutore di una sentenza capitale. Nessuno risorge pagando tasse nuove e rate di quelle vecchie. E' una scelta politica, decidano pure in coscienza. Se ne hanno una.
Per i processi, sappiano tutti che gli aquilani non sono dei selvaggi e non fanno attentati. Caso mai, Berlusconi ne ha subito uno, molto grave, nella sua Milano. L'Aquila è ferita profondamente e rischia di morire. Non manca che una spintarella, qualcuno che stacchi la spina. Francamente, non crediamo che il Cavaliere voglia farlo. Più che altro, non vogliamo crederlo.



Edward Burman
Editoriale






