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Pacini

Dolo eventuale e i co.co.pro.


Sono, ormai, oltre il limite del disgusto per quanto seguitano a fare e dire i responsabili della strage dei 308 cittadini aquilani che impunemente dopo il danno mortale svolgono il ruolo che ricoprivano prima del 31 marzo 2009 impegnandosi anche a gestire la fase della ricostruzione materiale di quello che hanno distrutto con il loro non fare. Lo stesso disgusto lo provo per coloro i quali, con indifferenza, li supportano e li seguitano a sostenere politicamente ed umanamente facendo finta che nulla è successo un anno fa dalle parti dell’Aquila. Li riconosci nelle riunioni e negli eventi perchè si danno le pacche sulle spalle, si citano per nome, si chiamano con i diminutivi. Già uno che a 40 o 50 anni si fa chiamare chicco altro non può essere che un imbecille. Ma non è solo. E’ una massa di imbecilli che siedono al vertice di enti pubblici e di istituzioni che dovrebbero essere la massima garanzia delle competenze e del buon senso ma che da 12 mesi non riescono a prendere tre decisioni una dietro l’altra senza poi tornare sui propri passi per cambiare rotta o smentire quello che si è dato per certo e sicuro pochi giorni prima. Leggi le inchieste giornalistiche e scopri il loro passato e la loro storia professionale. Inseriti da amici degli amici anni addietro con contratti a progetto nelle strutture organizzative di enti pubblici o parastatali per poi passare a ricoprire non si sa come posizioni di vertice a livello regionale o nazionale. L’art. 97 della costituzione, che prevede il concorso pubblico per essere assunti nella pubblica amministrazione, ormai è nei fatti carta straccia e sono molti i politici, e non solo loro, che ricorrono alla figura del co.co.pro. come primo passo per l’inserimento degli amici nelle varie organizzazioni per poi cavalcare le facili vie brevi della stabilizzazione dei precari alla faccia della meritocrazia e con il benestare dei sindacati che difendono per partito preso ogni azione utile a far aumentare il numero dei tesserati. Ma stavolta gli ex co.co.pro insieme ai politici locali ne hanno uccisi 308 e se tutto andrà come deve andare dovranno rispondere del reato di dolo eventuale. Si, dolo eventuale e non colpa grave come in molti ritengono. Così come si è espressa la cassazione per altri casi, il dolo eventuale è la rappresentazione della (concreta) possibilità della realizzazione del fatto e accettazione del rischio (quindi, volizione) di esso. I nostri ex co.co.pro e politici hanno verbalizzato a posteriori che non si poteva prevedere ma che non escludevano. E proprio questa loro necessità di verbalizzare la non esclusione per tutelarsi li porterà a dover rispondere di omicidio per dolo eventuale e non per colpa. Il passaggio dall’art. 589 all’art. 575 del codice penale non è poca cosa anche se è niente rispetto al dolore e alla morte arrecata a cittadini fra cui bambini che si sono fidati degli ex co.co.pro. e dei rappresentanti politici che dovevano difendere la città da valutazioni frettolose e decisioni superficiali.


28 Marzo 2010 - 15:30

Pier Paolo Visione  -  Dottore Commercialista e Revisore Contabile in L’Aquila