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Pacini

Fantapolitica. La ricostruzione vista da una grande impresa.


Supponiamo che io sia un alto dirigente di una grande società di costruzioni. Quelle, tanto per intenderci, che se l’appalto non è di almeno di10 milioni di euro non si sporcano le mani.
Cosa potrei fare per cercare di acquisire una parte dei lavori delle ricostruzioni dei centri storici danneggiati dal sisma?
Il pericolo per le imprese come la mia è che la ricostruzione, sotto la spinta di interessi locali, venga spezzettata in piccoli lotti per i quali non siamo proprio attrezzati. Troppo complicato gestire cantieri da uno o due milioni di euro, non conviene né alle imprese come la mia, né alle popolazioni terremotate che intaserebbero i loro centri storici con centinaia di cantieri scoordinati. Dovrei impegnarmi per fare capire questo pericolo reale, anche perché mi metterebbe fuori gioco.
Per la mia impresa la cosa migliore sarebbe che ci si orientasse su gare bandite da enti pubblici qualificati aggiudicate col criterio dell’offerta più vantaggiosa. Solo così si potrebbero sottrarre gli appalti al controllo delle piccole imprese che si sono catapultate qui da ogni dove e si sono già inserite nel tessuto locale tramite i professionisti e gli amministratori di condominio con promesse e lusinghe che hanno fatto facile presa in chi non ha mai gestito appalti edili.
Ne parlo coi vertici della mia categoria associativa. Mi rassicurano che sono giunti alla medesima conclusione e che ci stanno già lavorando “politicamente”. Si, ma come? chiedo con insistenza. Per prima cosa bisogna tentare di riportare il comando nelle istituzioni centrali perché i politici locali sono degli incapaci conclamati, troppo legati a piccoli interessi locali!
Dimostriamo al ministro, coi dati alla mano, che solo affidando la ricostruzione a grandi imprese si possono ridurre i tempi e anche significativamente la spesa globale. Proporremo di dividere la città in una cinquantina di grandi lotti da un centinaio di milioni ciascuno per non scontentare nessuna delle nostre grandi imprese e anche perché così si fa prima. Per rispettare la normativa europea chiederemo che si bandiscano gare alla “offerta più vantaggiosa” ponendo tra i criteri preferenziali il subappalto di aliquote dei lavori alle imprese locali e i tempi di realizzazione degli interventi. Le imprese straniere non ci parteciperanno a bandi come questo, si sa già.
Ecco fatto, dobbiamo fare capire anche ai cittadini abruzzesi che solo così in due o tre anni la città tornerà gradualmente vivibile lavorando 12 ore al giorno con l’efficienza che abbiamo già mostrato nel piano C.A.S.E. Sai che smacco per chi in un anno non è riuscito neppure a pulire le strade!
Potremmo anche sostenere che bisogna dare una boccata di ossigeno alle nostre grandi imprese nazionali che soffrono la crisi più delle piccole, insomma che facciamo del bene. E per le piccole imprese locali dico io? Ma non ti preoccupare che i lavori sono talmente tanti che comunque non sarebbero in grado di farli tutti. Sono certo che operare in subappalto conviene anche a loro. Per essere sicuri che non mettano il bastone tra le ruote si potrebbero impostare le gare perché venga garantita loro l’assegnazione di un’aliquota dei lavori ad un prezzo remunerativo, comprese le imprese cooperative. Questa ipotesi è utile per tutti vedrai che passa.
Anche a livello politico non ci saranno problemi perché così facendo il governo fornirebbe un’ulteriore dimostrazione di efficienza a tutta l’Italia, che lo porterebbe a vincere a mani basse le elezioni tra tre anni. È le opposizioni? Anche loro capiscono che non può esserci alcuna ricostruzione frazionata in centinaia di piccoli interventi, anche se non possono dirlo apertamente perché significherebbe inimicarsi gli imprenditori e gli artigiani locali.
Casomai cercheranno di essere coinvolte nel disegno strategico della gestione degli appalti e delle progettazioni, si medierà.
Con l’aria che tira anche un 30% di ribasso si può fare in appalti grandi come questi dove le spese generali incidono poco percentualmente e i pagamenti sono garantiti e tempestivi.
Anche Tremonti sarà contento perché la spesa complessiva si riduce di un terzo! Non come ora che per il consolidamento delle case classificate E dei privati si stanno verificando incidenze di costo mostruose, con affidamenti fiduciari di soldi pubblici per milioni di euro, senza alcuna gara, a prezzo non ribassato! Un vero sperpero che prima poi verrà fuori.
Abbiamo un buon gioco e una strategia vincente, che conviene a tutti, …. Vedrai che anche per la tua impresa uscirà qualche commessa. Piuttosto datti da fare per organizzare una cordata di imprenditori che contano. Non penserai di vincere un appalto da 100 milioni da solo vero? Fammi sapere e teniamoci in contatto. A proposito, ringrazia il commendatore per quella cortesia che sai! Ma figurati per così poco, presenterò, ciao. Me ne andrei tranquillizzato. Se tutto questo fosse vero… naturalmente.
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19 Aprile 2010 - 9:00

Giampaolo Ceci  -  Ingegnere