Terremoto. Calma piatta.
Speravo che con la nomina dei commissari straordinari tutto sarebbe stato diverso.
Ero certo che con l’ingresso di forze locali che ci mettevano la faccia tutto avrebbe preso una piega veloce, ci sarebbero state delle linee guida semplici e comprensibili, la gente avrebbe fatto stimare i propri danni e con la solidarietà dello Stato si sarebbe potuto iniziare finalmente a fare rivivere le città abruzzesi terremotate.
Fino ad oggi invece nessun miracolo Aquilano. Nemmeno un trucchetto da illusionista. Calma piatta sig. capitano, o al massimo “avanti piano” come direbbero i prudenti marinai della costa!
Qualche timida proposta organizzativa per la verità si è vista (Ordinanza n 3) subito però modificata per chiarire errori e tempistiche, il che dimostra che non si rilegge bene neppure ciò che si scrive.
Ci sono state le elezioni e qualcuno ha iniziato a”bastonare” i politici parolai ed inconcludenti: “state attenti" sembra essere il segnale" , la misura sta diventando colma!" "Non fateci “ incazzare” che vi mandiamo tutti a casa!”
Del resto il segnale fornito dal cosiddetto popolo delle carriole era chiarissimo per chi sa leggere gli umori della gente.
I politici del consiglio comunale aquilano, frammentati in 20 gruppetti non riescono neppure a rendersi conto della propria inadeguatezza al ruolo e aspettano... aspettano.
Una lodevole iniziativa di Lombardi del PdL, per tentare di esporre una linea di azione che almeno dimostrava di averci provato non è stata neppure bocciata, ma che io sappia, neppure discussa in consiglio.
Che in emergenza si richiedono persone che sappiano superare asti e divergenze di opinioni è un fatto così scontato che non meriterebbe neppure di essere sottolineato. Qui no! Duri come rocce o se preferite testardi come muli, si continua in uno scontro inutile e sterile come se non ci fosse stato il sisma e la gente non fosse in difficoltà.
Io credo che in alcuni casi si debba avere il coraggio civile di dimettersi da un ruolo che non si riesce ad espletare al meglio, se non altro per scindere le proprie responsabilità da quelle di chi telo impedisce o se preferite, per un fine strategico meno nobile, che è quello di poter ragionevolmente sperare di essere rieletti alle prossime elezioni.
Se non fosse stato per il popolo delle carriole ora gli aquilani sarebbero tacciati di inconcludenza e anche di passività pari ai loro rappresentanti della Giunta.
Il popolo delle carriole, ha invece fatto una netta distinzione tra i politici aquilani e i cittadini aquilani che invece hanno dimostrato di sapersi organizzare e risolvere da se i problemi della città rimboccandosi le maniche e sporcandosi le mani quando occorre.
La ricostruzione va lenta? No, di più, non c’è neppure un progetto di ricostruzione. A quattordici mesi dal sisma è proprio una situazione intollerabile!
Ma come è possibile? Bastava copiare le ordinanze dal sisma delle Marche o da quelle del Friuli, neppure a copiare siamo buoni? È talmente inverosimile che mi sorge un terribile dubbio. Se fosse che si cerca di prendere tempo perché non ci sono risorse economiche da investire nella ricostruzione e non si ha il coraggio di dirlo apertamente?
Se questo fosse vero, allora i ritardi decisionali e il freno che viene messo alla ricostruzione non sarebbero casuali.
La farraginosità delle procedure di finanziamento e quelle sui controlli degli elaborati spulciati prima dalla Fintecna poi dalla ReLuis e quindi dalla CINEAS per poi essere approvati dal Comune e poi dalla Provincia se non anche dalle Belle Arti sarebbero voluti e avrebbero anche un senso! I politici non sarebbero degli “inconcludenti ” ma solo dei bravi mentitori. Coi tempi corrono, sarebbe un bel complimento!
Queste lentezze quindi potrebbero fare parte di un disegno finalizzato a rallentare la spesa o aprire la strada ad un “Salvatore” che prendesse la situazione in mano e risolvesse tutto in pochi mesi quando le risorse economiche fossero state trovate.
Se mancano i soldi per la ricostruzione, forse la proposta di una tassa di scopo o di solidarietà chiesta più volte da Cialente non sarebbe un’idea sbagliata perché garantirebbe le risorse necessarie senza doverle questuare ogni anno.
Se posta nei modi giusti, come un contributo di solidarietà per fare fronte all’esigenza delle popolazioni terremotate Aquilane, gli italiani probabilmente potrebbero anche accettarla.
Essendo un’idea della Sinistra, rimarrebbe solo un dubbio: “ i politici Abruzzesi, riuscirebbero a trovare l’unità trasversale necessaria per farla passare in Parlamento? “



Edward Burman
Opinioni






