Ordinanza n 12. Un passo avanti, due indietro?
L’ordinanza n 12, promulgata il 3 giugno 2010, stabilisce le modalità di costituzione dei consorzi obbligatori.
Per la verità, fa di più, fornisce anche uno schema di atto costitutivo da usare per la loro costituzione. Una buona idea.
Una volta che i Comuni renderanno note le perimetrazioni degli aggregati, (per la verità avrebbero dovuto farlo entro il giorno 7 maggio) in ciascuno di essi i proprietari dovranno obbligatoriamente costituirsi in consorzio. Si potrà così individuare il soggetto giuridico promotore dell’intervento edilizio in grado di prendere le decisioni per dare inizio alle progettazioni e alla ricostruzione.
Tutto bene sembrerebbe.
Purtroppo però l’ordinanza n 12 fa nascere alcuni dubbi che potrebbero determinare lo stallo di ogni iniziativa dei Presidenti dei consorzi se non addirittura il blocco dell’intera ricostruzione.
Un primo dubbio riguarda se l’obbligo della costituzione in consorzio riguardi TUTTI gli aggregati o solo quelli delle zone rosse. Un altro dubbio riguarda come comportarsi se nell’aggregato vi siano edifici con diverse classificazioni del danno.
Se l’obbligo fosse riferito a tutti, come sembra, ne conseguirebbe che anche tutti i condomìni che già hanno presentato richieste di contributi pubblici ora dovranno costituirsi in consorzi obbligatori.
Ciascuno di essi dovrà redigere uno statuto, eleggere un Presidente (che non coinciderebbe necessariamente con l’amministratore di condominio) a cui conferire i poteri statutari. Ciascun condominio dovrà stipulare nuovamente i contratti già redatti (cambia il soggetto giuridico) e “sistemare” gli eventuali acconti già percepiti affinché risultino conformi ai documenti contabili richiesti nell’ordinanza.
Resta aperta la questione dell’organizzazione di lavori interni agli alloggi dei privati che oggi in molti casi sono gestiti dai singoli proprietari con la conseguenza che ciascuno potrebbe gestire autonomamente il suo creando una grande confusione organizzativa a causa delle ditte che opereranno in uno stesso fabbricato (ciascuna col suo quadro elettrico di cantiere, ponteggio, gru piano di sicurezza, coordinatore, ecc).é prevedibile la difficile consuntivazione delle opere eseguite da suddividere tra condominiali e private che probabilmente richiederanno un lavoro certosino per scoprire gli abusi!!
Un altro chiarimento, forse il più importante. L’art 8 dell’ordinanza n 12 perentoriamente stabilisce: “ il consorzio obbligatorio è tenuto ad affidare i lavori da eseguirsi sull’aggregato IN CONFORMITA’ ALLA NORMATIVA VIGENTE, salvo deroghe da adottarsi da parte del Commissario delegato …. ma non specifica quale sia “la normativa vigente”: se quella degli appalti pubblici o quella che regola gli appalti tra privati ,né chiarisce i limiti di applicabilità di un regime normativo o dell’altro. Forse il legislatore presume che gli amministratori di condomino e i cittadini siano degli esperti giuristi.
Come si intuisce non è una questione di poco conto perché imporre ora il rispetto della normativa degli appalti pubblici a chi avesse già appaltato i lavori e conferiti gli incarichi diventa difficile per i contraccolpi giuridici che ne conseguirebbero da parte dei costruttori e progettisti che verrebbero lesi nei loro interessi da tale imposizione in corso d’opera, soprattutto se fossero già stati firmati i contratti!
D’altro canto i condomini e quindi anche i loro amministratori si troverebbero in una situazione senza via di uscita se l’obbligo a conformarsi alle disposizioni dell’ordinanza fosse un requisito obbligatorio per ottenere i contributi!
Significa escogitare qualche cavillo giuridico che consenta di affermare che tutto è stato fatto a norma o rifare tutte le gare di affidamento con criteri trasparenti, seguendo le norme degli appalti pubblici qualora applicabili.
Sarebbe una pacchia per gli esperti del procedimento di lavori pubblici (e di gare europee) che potrebbero indicare ai Presidenti dei consorzi le esatte procedure di legge.
Insomma un passo avanti e due indietro, più dubbi che certezze.
Per ora auguriamoci che vengano forniti in fretta i necessari chiarimenti altrimenti, nonostante le buone intenzioni si corre il rischio di bloccare anche qual poco che era iniziato.



Edward Burman
Opinioni






