Ricostruzione. Sopralluoghi terminati? Si! ... anzi no.
Attività “scomposte” in queste ultime due settimane sul fronte della ricostruzione.
Si registrano iniziative della Provincia che, sostituendosi al commissario straordinario, chiama a raccolta i comuni del cratere per mettere a loro disposizione i suoi tecnici e le loro competenze specialistiche.
Viene organizzata, tra mille polemiche a Roma, una manifestazione per chiedere i soldi e un trattamento simile a quello dei terremotati dell’Umbria e Marche.
Il commissario straordinario invece preferisce aumentare le potenzialità della struttura di missione chiamando esperti di chiara fama e organizza un workshop per il giorno26, (sarebbe stato meglio di due giorni?) con la finalità, ritengo, di fare il punto della situazione anche con associazioni e forze rappresentative del territorio.
Il neo assessore Pezzopane, promuove la costituzione di una nuova associazione nazionale i cui aderenti potranno dare idee per la costruzione. Si discute tra tassa di scopo legge speciale, accise sulla benzina.
Insomma tranne che per il lodevole workshop, nulla di nuovo. Si gira in tondo e si vola basso, senza ancora una linea o una strategia complessiva chiara e condivisa tra le forze politiche locali.
Per terminare la rassegna, un decreto del commissario che merita un commento più puntuale.
Mi riferisco al decreto n 15 che consente ai proprietari di chiedere nuovi sopralluoghi per verificare le classificazioni assegnate dal nucleo di valutazione. Ora, chi ha avuto casa classificata A B C o D, a determinate condizioni, potrà richiedere entro il 30 agosto un nuovo sopralluogo.
La questione mette in luce almeno due aspetti.
Il primo è che non c’è stato un criterio oggettivo che abbia consentito di stabilire univocamente la classe di danno di un edificio. Tutto in pratica è stato lasciato al giudizio dei tecnici.
In Umbria invece si è operato in altro modo. I sopralluoghi venivano fatti solo per stabilire se l’edificio era o no agibile. La classe del danno non veniva “stimata” dai tecnici, ma calcolata analiticamente a tavolino dallo strutturista dopo aver fatto il rilevo del “fabbricato “ e misurato i valori di resistenza media delle murature ad un nuovo sisma.
Qui invece le squadre dei tecnici esprimono valutazioni, sia sul danno rilevato, che sulla resistenza residua della struttura. Il loro giudizio soggettivo è importante perché per le strutture giudicate da “riparare” non v’ è neppure l’obbligo di verificare se siano in grado di sopportare un nuovo sisma!
Il secondo aspetto riguarda il fatto che non si è ancora stabilito un principio banale ma essenziale per determinare i criteri dei rimborsi ovvero: “ perché lo Stato aiuta i terremotati”?
Se l’aiuto statale fosse finalizzato a consolidare le abitazioni perché resistano ad un futuro sisma, allora i contributi dovrebbero essere proporzionali solo al maggior grado di sicurezza raggiunto col consolidamento e quindi la verifica della capacità residua di opporsi al sisma dovrebbe essere obbligatoria per tutti gli edifici danneggiati, magari con criteri più semplici di quelli attualmente imposti dalla legge.
Se invece il criterio fosse quello di aiutare le popolazioni colpite, allora diverrebbe prioritario stimare i soli danni subiti da ciascuno e la stima della capacità portante residua della costruzione sarebbe secondaria. Se il criterio fosse la rinascita socio economica delle zone allora i criteri sarebbero altri ancora.
A seconda del criterio, derivano modi diversi di finalizzare i sopralluoghi e le politiche da attivare.
Il criterio attualmente seguito (quello di affidare ai tecnici che fanno i sopralluoghi la classe di danno e quindi dei rimborsi) potrebbe determinare situazioni paradossali da un punto di vista strutturale. Potrebbe accadere, ad esempio, che i tecnici assegnino ad una struttura la classe di danno C mentre ad una verifica di calcolo questa si dimostri essere E o addirittura irrecuperabile.
Oppure che i tecnici giudichino una struttura di classe E perché mostra lesioni sui tramezzi, mentre ad una verifica puntuale questa risulta adeguata alle norme vigenti. Unico lato positivo, che anche senza la perfetta equità, almeno si va avanti, se non altro, fino al prossimo sisma.
Anche in questo caso si dimostra però che non sarebbe male domandarsi il perché delle cose che si fanno, prima di farle.



Edward Burman
Opinioni






