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“Subito i 90 mln per la crescita”

30 aprile 2012 @ 13:34 Categoria: Politica

L’Aquila – “Ho presentato nei giorni scorsi – scrive l’on. Pierluigi Mantini, deputato UDC a Milano ma aquilano – un’interrogazione parlamentare al ministro Barca per chiedere al governo di impegnare senza indugio le risorse disponibili dei c.d. aiuti de minimis, i finanziamenti statali a favore dell’impresa permessi dall’Europa per determinati periodi di tempo e di importo, in un vero Piano per la Crescita e la Coesione sociale per L’Aquila e i comuni del terremoto. E’ il modo più concreto per celebrare la festa del 1° maggio, con un Piano per il lavoro e la crescita.
Con l’approvazione del decreto liberalizzazioni si è stabilito che i 90 milioni di euro del fondo originariamente destinato a finanziare zone franche urbane nei territori colpiti dal terremoto della provincia dell’Aquila, siano ora destinati al finanziamento degli aiuti de minimis a favore delle piccole e micro imprese individuate dalla raccomandazione 2003/361/CE, cioè che siano localizzate nelle aree abruzzesi colpite dal sisma e che risultino già costituite o che si costituiranno entro il 31 dicembre 2014.
Gli ambiti di spesa di queste agevolazioni alla ripresa economica dei territori terremotati comprendono l’esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque anni, l’esenzione dall’IRAP, l’esenzione dall’IMU, l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività. Ma si può fare di più e meglio, come indicato dalle forze produttive e sindacali e dalla Camera di Commercio dell’Aquila.
Per elevare la qualità dei servizi e stimolare la crescita, problema nazionale ed europeo ma peculiare nel territorio aquilano, nell’interrogazione si chiede al governo di integrare le risorse attualmente esistenti di 90 milioni di euro con ulteriori circa 50 mln euro del residuo asse VI Por-Fesr 2007-2013 ed individuare risorse finanziarie per L’Aquila nel Piano sviluppo e coesione ex Fas, coordinato dallo stesso ministro Barca, che ha 4 linee di azione: istruzione, agenda digitale, occupazione, ferrovie. Ciò consentirebbe di elaborare un pacchetto di misure volto a migliorare qualità dei servizi educativi, di trasporto pubblico locale, di informatizzazione negli enti locali, di banda larga su tutto il territorio, di diffusione e qualità della raccolta differenziata dei rifiuti, di elaborare misure per risolvere il problema idrogeologico del nucleo industriale di Pile, di fornire un sistema di servizi idoneo a tutte le aree industriali del comprensorio, di sostenere la creazione di servizi di trasporto privato che integrino quello pubblico considerando l’enorme dispersione della popolazione sul territorio, di creare nuovi edifici scolastici nei comuni periferici le cui scuole sono in forte sovrannumero favorendo la permanenza di numerose famiglie che diversamente sarebbero indotte a trasferirsi con ulteriori negative ripercussioni sui consumi locali, e così via”.


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