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COSPA: tasse alle stelle dal C.Bonifica

6 ottobre 2014 @ 17:13 Categoria: Cronaca

[1]Ofena – (Foto: la centrale elettrica del consorzio) – Scrive Dino Rossi (Cospa allevatori Abruzzo): “E’ tempo di crisi, le aziende agricole sono in difficoltà, il consorzio aterno-sagittario vuole aumentare la tassa sulla bonifica del 140%.
Il consorzio di bonifica Aterno Sagittario con sede a Pratola Peligna, che comprende il territorio della valle Peligna, del comune di Sulmona, della conca aquilana e della valle del Tirino: un tempo erano quattro consorzi, in seguito accorpati dalla regione Abruzzo per risparmiare sui contributi nei confronti di questi enti. Ogni consorzio con tipologia diverse di irrigazioni e con terreni con redditi differenti. Da quando questo consorzio si è accorpato non ha fatto altro che aumentare le tasse ai consorziati, senza mai fare i lavori per migliorare il servizio, tanto è vero, nella valle del Tirino, l’acqua è razionata, si può irrigare 4 ore scarse al giorno.
Per fortuna, in questi ultimi anni abbiamo avuto stagione umide, si è irrigato solo per due mesi contrariamente agli altri anni, il periodo di irrigazione era molto più lungo fino ad arrivare a cinque mesi. Quindi, c’è stato un grande risparmio di energia elettrica per il pompaggio delle acque nelle vasche di raccolta. In questi due anni ci sono stati forti risparmi di spese per il consorzio, ma sembra che il “piatto del bilancio” abbia un grosso buco, tanto che i piccoli risparmi non riesce a tamponare. Infatti, il buco di bilancio del consorzio di bonifica ammonta a più di un milione di euro, creato non certo da i consorziati, ma da chi ha sempre amministrato, messi li dalla politica, non per risolvere i tanti problemi del consorzio, ma per il contentino delle campagne elettorali.
Mentre, il consiglio di amministrazione, costa ai consorziati più di 55.000,00 € l’anno, non è stato in grado di accedere a finanziamenti per modernizzare le infrastrutture allo scopo di ridurre le spese, ma nemmeno si è preoccupato di mettere in funzione la famosa centralina idroelettrica sita nel comune di Corfinio, ferma con le quattro frecce da venti anni, costata oltre un miliardo di vecchie benedette lire. Intanto, l’ex consorzio del Tirino, la sua vecchia centrale produce 2 milioni di kw/h l’anno, di cui un terzo viene adoperato per il sollevamento delle acque, il resto venduto al GSE per un incasso di circa 150 mila euro.
Ora il nuovo consiglio di amministrazione vuole altri soldi dalle aziende agricole e dai pensionati proprietari dei terreni, la cui pensione ammonta a 500 euro al messe, ma solo per i consorziati ricadenti nei comuni di Ofena e Capestrano. A questo punto chiediamo all’Ass.re regionale all’agricoltura Dino Pepe di commissariare l’ente con una persona che capisce i problemi, al fine di scongiurare un altro salasso ad una categoria in difficoltà, danneggiata dai danni degli animali selvatici a cui si aggiunge i danni di un amministrazione consortile incapace di amministrare, solerte a chiedere soldi a pensionati agricoli e artigiani con una pensione di 500 euro al mese e alle aziende agricole rimaste già in difficoltà per i costi di gestione alle stelle”.


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