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L’Aquila, Lombardi su personale comunale

30 giugno 2010 @ 17:58 Categoria: Politica

L’Aquila – Enzo Lombardi, come presidente della commissione consiliare Garanzia e controllo, ha presentato una relazione sul personale e l’organizzazione degli uffici. Eccone il contenuto:
“La presente relazione costituisce la risultante di un lungo lavoro della Commissione e della sua struttura a cui sono state dedicate ben 10 sedute ed un impegno enorme di lavoro e di ricerca dati e notizie svolto anche utilizzando le notizie che di volta in volta venivano faticosamente reperite da tutti gli Uffici e Servizi, nonché dalle segnalazioni di molti componenti la Commissione stessa.
Infatti, si sono dovute superare, troppo spesso, volute reticenze e disinformazioni, ovvero, reali impossibilità di acquisizione di notizie ed atti a causa di una generalizzata disorganizzazione sia strutturale che operativa degli Uffici e dei Servizi, e, in particolare, di quelli di gestione e controllo del Personale e degli apparati organizzativi.
Dopo numerosi tentativi, solo con l’impegno serio e fattivo dell’Assessore Lalli e la disponibilità di qualche impiegato, è stato possibile raggiungere una sufficiente e soddisfacente forma di collaborazione da cui è emersa finalmente, una consistente mole di notizie ed atti che hanno consentito alla Commissione, grazie alla loro rielaborazione e sistemazione, di ottenere il quadro completo della situazione organizzativa in atto, finora assolutamente sconosciuta e senza possibilità di controllo perfino da parte del Servizio Risorse Umane.
Detto Servizio troppo spesso non ha potuto o saputo dare le notizie e la documentazione che avrebbe dovuto a causa di una consolidata disfunzione organizzativa e funzionale che non consente alcuna possibilità di tenere sotto controllo le procedure amministrative di competenza, vieppiù aggravata dal continuo depauperamento di risorse umane e tecniche e della persistente carenza di direttive e sistemi di controllo dei processi organizzativi e gestionali.
Giova richiamare, al riguardo, i continui -e disattesi- inviti e sollecitazioni del Direttore Generale al Sindaco ed ai Dirigenti circa la necessità di ripristinare l’organizzazione ed i controlli, peraltro rimarcando ripetutamente veri e propri addebiti di errori ed omissioni molto gravi.
Tutto ciò premesso, si rimanda all’attenta lettura dei verbali riguardanti le riunioni di commissione tenute sull’argomento per le esigenze di approfondimento di specifiche, molteplici questioni ivi trattate.
Qui interessa evidenziare e denunciare, in via generale, alcune macroscopiche carenze, disfunzioni organizzative e manchevolezze procedurali rilevate nella complessa gestione organizzativa e del personale.

Organizzazione.
Fin dalla prima riunione post-sisma, l’attività della Commissione si è concentrata sulla necessità di una urgente riorganizzazione logistica e funzionale della struttura comunale evidenziando come la mancanza di sedi e di personale abbia portato a svolgere un’attività poco attenta alle leggi ed alle procedure. Ha, quindi, invitato, con una apposita proposta di deliberazione approvata all’unanimità anche dal Consiglio Comunale, il Sindaco e l’Amministrazione attiva ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per restituire efficienza operativa, efficacia e trasparenza alla struttura comunale.
A questa deliberazione sono seguite molte attività quali il richiamo in servizio dei dipendenti, l’allestimento di sedi distaccate del Comune sulla costa e la creazione di tre mega strutture per mega direttori nella gestione dell’emergenza. Non è seguita, però, l’attività primaria che il momento emergenziale richiedeva, cioè l’individuazione/costruzione di una nuova sede provvisoria per il Comune dell’Aquila in cui collocare e coordinare l’attività di tutti gli Uffici in modo da rispondere con efficacia ed efficienza alle accresciute esigenze della popolazione. A tal fine, si ricordano brevemente i continui spostamenti degli uffici dopo il sisma: via Scarfoglio, tende, Ance, Scuola Guardia di Finanza, container, scuole materne ed elementari, Palazzo Gizzi, Palazzo Palmerini, Villa Gioia, via Carabba, via Nurzia, v.le della Stazione, Santa Barbara, Piazza d’Armi, Bazzano.
Ad ogni spostamento sono seguiti inevitabili e costosi lavori di allestimento delle sedi quali: separazione degli ambienti, spostamento strumentazioni e documentazioni, istallazione linee telefoniche e collegamenti internet, per lo più inefficienti, carenti e spesso non utilizzabili.
Tutto ciò ha determinato fastidiosa incertezza per la irreperibilità degli uffici e per la loro inefficienza, perdita di documenti, spreco di energie e di risorse, in tal modo mostrando una non raggiungibile, non comprensibile e perciò una nemica attività amministrativa non rispondente alle esigenze dei cittadini.
La disorganizzazione dell’Ente unita ad episodi discriminanti il personale ha causato un generale malcontento che la Commissione verificava in un confronto del giugno 2009 con i Sindacati, ancora gravemente persistente.
Finora le deliberazioni del Consiglio Comunale tendenti ad una più puntuale sistemazione logistica ed attività tecnica ed amministrativa sono state totalmente ignorate dagli Organi esecutivi e dirigenziali.
Purtroppo ancora oggi, come dimostrano anche le insistenti indicazioni e richieste dei Dirigenti più responsabili, congiuntamente alle pesanti segnalazioni di omissioni e disfunzioni anche da parte del Direttore Generale, l’apparato comunale non è stato messo nelle condizioni di perseguire una più incisiva ristrutturazione tendente a soddisfare celermente ed appieno le competenze comunali in relazione alla vasta e complicata serie di interventi e controlli riguardanti le attività del post-sisma e precipuamente:
1. l’intero iter della messa in sicurezza ed opere provvisionali sugli edifici danneggiati;
2. le demolizioni;
3. il controllo dei cantieri e la liquidazione e rendicontazione della contabilità;
4. la perimetrazione e riperimetrazione delle zone rosse;
5. l’acquisizione e l’istruttoria delle pratiche degli edifici con classificazioni A, B, C ed E;
6. i danni ai beni mobili;
7. le spese di trasloco;
8. le migliaia e migliaia di stati di avanzamento lavori (sal);

ed infine, ma importantissime:

9. le attività di programmazione e pianificazione dei lavori alle reti dei servizi;
10. la elaborazione di una seria carta dello stato di fatto di tutti i centri abitati e, in particolare, degli edifici dei centri storici;
11. la pianificazione e programmazione di adeguate modalità di intervento di natura selettiva ed urbanistica per la ricostruzione;
12. i criteri fondamentali per progettare ed attuare, con l’intervento decisivo dei proprietari pubblici e privati, la ricostruzione complessiva anche dei centri storici.

Non serve sottolineare che proprio per l’impossibilità determinata dalle carenze organizzative comunali, il Comune stesso e, quindi, i Cittadini sono stati spettatori assenti, bistrattati ed impotenti di fronte agli assurdi tecnicismi, burocratismi e incomprensibili atteggiamenti “aggressivi” dei pur super pagati agenti Fintecna, Reluiss e Cineas: anche ad essi si deve, infatti, l’enorme ritardo dei lavori e delle procedure che avrebbero dovuto consentire, come affermato in tutte le Ordinanze, il più celere rientro nelle abitazioni cat. A, B e C da parte dei proprietari.
Purtroppo, tale stato di cose, non solo permane, ma si colora anche di una inaudita serie di gravi fatti che si ripercuotono, come sempre, sui cittadini più deboli.

Assunzioni.
Si è potuto rilevare una completa assenza di rispetto delle normative e di indirizzi chiari e trasparenti per le assunzioni di qualsiasi tipo, ad iniziare dalla mancata pubblicità delle procedure, quasi sempre attivate e condotte senza corrispondere a motivate ineludibili esigenze. Grave, al riguardo, è l’apparente e proclamata inconsapevolezza da parte della Giunta e dei suoi componenti.
Come si rileva dagli atti e delle documentazioni e segnalazioni dei Consiglieri, Assessori, Dirigenti ed impiegati e, financo, del Sindaco in Consiglio Comunale nonché dell’Assessore Lalli, emerge un desolante quadro di attività confusa e pasticciata anche nella forma giuridica che dovrebbe sostenerla.
I primi effetti pratici di tale stato di cose, consistono nell’avvenuto blocco, a ridosso delle prove d’esame, dei concorsi interni, avendo costatato che le Commissioni di esame erano state costituite senza rispettare inderogabili norme di legge e gli indirizzi della Giunta.

Per approfondire tutta la tematica dell’organizzazione degli uffici e del personale è emersa la prepotente necessità, sostenuta pressoché da tutti i componenti la Commissione, di proporre al Consiglio di dar vita ad una vera e propria attività di Commissione di Indagine ai sensi della norma statutaria e regolamentare”.


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