Il sisma ha colpito ache vigne e vino – Crisi tra i grappoli invenduti della Valle del Tirino


Ofena – MAGRI AFFARI TRA OFENA E CAPESTRANO – Gli aquilani che amavano (e amano) il buon vino di Ofena e della Valle del Tirino si rifornivano ad Ofena e negli altri centri, ma il terremoto ha colpito anche questo settore e la Regione deve prenderne nota, se davvero vuole sostenere l’agricoltura. Lo spiega Dino Rossi, fondatore del movimento Cospa, dal quale riceviamo: “Il terremoto del 6 aprile seguita a dare i colpi di coda alla micro economia agricola dell’aquilano, già seriamente compromessa per i costi gestionali arrivati alle stelle, anzi alle stalle!!
Il settore che ne sta risentendo in questo periodo è quello legato alla vendemmia 2010, visto che gli aquilani, come da tradizione tramandata da padre in figlio, si accaparravano l’uva nella valle di Ofena e Capestrano per riempire le botti.
Con gli sfollati sulla costa, il vino casereccio nella zona del cratere ed in particolare nella ex città dell’Aquila si è ridotto il consumo notevolmente, a questo si aggiunge le cantine private distrutte dal sisma. Le vigne gli aquilani le tenevano nella valle del guerriero.
I terremotati erano abituati a riempire le loro botti di mosto per avere un ottimo vino casereccio, adesso sono costretti a bere il vino imbottigliato dalle grandi case vitivinicole. Questo fenomeno ha saturato il mercato dell’uva nella conca di Ofena con gravi ripercussioni all’economia agricola, in quanto le uve vengono pagate poco più di 30 euro al quintale, ma le bottiglie hanno sempre il loro costo: una cosa che assomiglia alla vicenda del latte. È proprio vero quello che dicono i nostri avi, che” con le guerre e le calamità naturali c’è che si arricca e chi si impicca”.
Più volte è stata contatta la segreteria di Gianni Chiodi per lamentare il mancato reddito in seguito al sisma, ma ad oggi non c’è stato un impegno concreto ne da parte del governo centrale e tanto meno da parte dalla regione Abruzzo.
Tutti i politici sono concentrati sulle tangenti del post terremoto e sotto sotto qualcuno manifesta gelosia per essere arrivato tardi alla mangiatoia.
Ci viene sempre spontanea la solita domanda: cosa mangiano e cosa bevono i politici aquilani e abruzzesi?
Certo loro con gli stipendi da capogiro, aggiungendo anche qualche mazzetta, possono permettersi di acquistare prodotti di marca: ma non sono italiani!!! Prodotti che vengono reclamizzati con i soldi di tutti.
Si spera che la regione Abruzzo non pensi solamente alla strada verde della costa, noi tutti auspichiamo che il governo regionale pensasse anche a questa categoria che pur essendo terremotata non ha chiesto nulla, anzi a seguitato a produrre nonostante le numerose difficoltà dovuto al sisma e alla crisi. Molte sono le aziende che hanno riportato seri danni dal sisma, ma come al solito la politica da questi problemi agricoli è molto lontana, perché tutto è legato ai famosi consessi elettorali. L’agricoltura è sempre più dimenticata anche se svolge un ruolo importante nella comunità che è quello di far trovare sulla tavole un prodotto sano, che molte volte viene nascosto dalla grande distribuzione che acquista la merce a quattro soldi dai paese dell’est per riportarla in Italia per essere venduta come prodotto locale. La mala-politica italiana permette questo!!!”.

Il Cospa
Abruzzo


20 Ottobre 2010

Categoria : Economia
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