Commedia abruzzese a Torino


Torino – (di Tommaso Lo Russo) – L’appuntamento era alla Sala Congressi dell’Hotel Mercure Royal, domenica 17 ottobre, alle 18, per la rappresentazione della commedia brillante Il Testamento (LU TESTAMENDE), scritta e diretta dall’autore Carmine Lanci, messa in scena dalla Compagnia Teatrale “Il Risveglio”, gruppo di Guastameroli, in provincia di Chieti.
“Un paese che legge è una storia bellissima”, recita lo slogan della campagna promozionale di “Ottobre, piovono Libri” realizzata sotto l’egida dell’Istituto per il Libro e il patrocinio della Conferenza delle Regioni, l’Associazione dei Comuni Italiani, l’Unione delle Province a cui aderiscono le Associazioni “Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta” e “Solstizio d’Estate – Festival dei Saperi e dei Sapori Onlus” che godono altresì dei patrocini delle Regioni Abruzzo e Piemonte.
Se oltre a leggere, una breve novella è anche spunto per una commedia, è particolarmente significativo e denota un fervore di attività, di sensibilità e attaccamento non solo alla televisione che, ormai, non ha più nulla da insegnare. Del resto anche la scuola, purtroppo, ha carenze educative vistose così come le hanno le famiglie.
“Per ragioni diverse – dice Carlo Di Giambattista, presidente della Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta – tutte hanno tirato i remi in barca e non sono più riferimento per i giovani che vengono lasciati quasi senza guida, in balia di cattivi maestri, senza molte speranze per tempi migliori se non si ricostruirà in fretta un sistema Paese più dinamico”. Per quanto riguarda Solstizio d’Estate Onlus, va detto che è non riuscita nello stesso intento di musicare e proporre una novella come testo teatrale, ma sarà per un’altra volta e si affiderà direttamente al presidente Carlo Di Giambattista.
Al momento ci si può accontentare del fatto che un parente dell’autore del testo teatrale, ha scritto una novella per il Concorso Il Bosco Stregato. La novella narra di Ciccuccio che, lascia come testamento la volontà di dare notizia della sua morte, solo ad esequie avvenute. Questo ingenera una serie di equivoci a catena perché, i parenti più stretti, dovendo organizzare il funerale, si vedono costretti a contattare il portiere del palazzo senza potergli dire che Ciccuccio è morto, ma vale lo stesso per l’addetto alle pompe funebri, così come per il marmista e così via.
Inoltre bisognerà inviare un telegramma ai parenti, senza annunciare la morte del congiunto. Ma come si può fare?
Nel frattempo arriva pure un operaio dell’ Enel che deve aggiustare un filo nella stanza del morto ed occorre spostare e nascondere la salma all’interno della casa. Attorno alla matrioska di tanti altri piccoli “equivoci” ruotano la figura dell’assicuratrice, dell’onorevole ( i riferimenti sono casuali?), dei due propagandisti e del prete.
In Italia per ogni scandalo c’è “bisogno” di un prete, più o meno importante, come poteva farne a meno una commedia brillante? Il finale, come in un giallo che si rispetti, è a sorpresa, ma per chi vi scrive lo è già che si faccia teatro e che una storia venga adattata alla “lingua” abruzzese. Lo scopo è per non dimenticare le origini e le radici – perché l’intelligenza di una persona si misura con le sue capacità di adattamento, ma anche con il rispetto del passato che è parte di noi e con noi continua a vivere – dice ancora il presidente della Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta, Carlo Di Giambattista. Ultimo, ma non ultimo, ci siamo ritrovati in molti per divertirci e dimenticare i guai del mondo, gustandoci la commedia. Infine, brindando con un aperitivo offerto dalla Famiglia.


19 Ottobre 2010

Categoria : Cultura
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