Lolli su allarme industrie farmaci


L’Aquila – (di Giovanni Lolli, deputato PD) – Il Dottor Colombini, direttore dell’azienda Menarini, ha lanciato nei giorni scorsi sulla stampa un allarme relativo agli effetti che il decreto sulle liberalizzazioni avrà sull’industria farmaceutica italiana . Io penso che abbia posto una questione serie e fondamentalmente giusta.
Nel nostro paese l’industria farmaceutica occupa 60.000 persone e nella nostra città sono presenti tre importantissime aziende del ramo (Sanofi, Dompè – in foto - e Menarini) Voglio, per prima cosa, ricordare a tutti il comportamento che queste aziende hanno tenuto in occasione del terremoto, quando hanno quasi subito riaperto le proprie attività, reimpiegando tutti i lavoratori, e facendo affidamento interamente su risorse proprie. Queste aziende rappresentano una parte essenziale del tessuto industriale della nostra città per questo invito tutti a visitarle per valutarne la tecnologie, l’organizzazione e gli standard produttivi
Si tratta di aziende che, sul mercato, reggono la concorrenza di produzioni dell’est europeo o dell’estremo oriente con procedure produttive, trattamenti salariali e organizzazione neanche lontanamente paragonabili alle nostre
Pensare una politica di contenimento dei costi della spesa farmaceutica a carico del Sistema Sanitario Nazionale o a carico dei singoli cittadini è, naturalmente, una cosa sacrosanta, ma occorre sempre valutare gli effetti che queste scelte hanno sulla struttura produttiva e quindi sulle fabbriche Personalmente mi batterò perché questo problema venga corretto nei suoi effetti più distruttivi, d’altra parte invito tutte le forze aquilane ad occuparsi di più di questo patrimonio industriale che abbiamo e che deve essere difeso o addirittura rafforzato raccogliendo, ad esempio, la richiesta che da tempo le organizzazioni sindacali e le imprese hanno rivolto alle Istituzioni per la promozione di un accordo di programma.
(Ndr) – E’ giusto che la politica aquilana prenda a cuore la situazione, perchè il comportamento esemplare delle industrie farmaceutiche presenti a L’Aquila durante il terremoto non può essere dimenticato o mimetizzato dietro spiegazioni retoriche o di facciata. Le aziende diedero una mano forte e leale alla città e tutti debbono, oggi, solo ringraziarle. Bene ha fatto Lolli e dire la sua, male tutti gli altri che si tappano la bocca e le orecchie, e fingono di non sapere. Dopo aver, magari, chiesto in passato qualche piacere alle aziende. E’ tempo che la città abbia memoria e capacità di giudizio, nonchè un leale senso di gratitudine.


31 Gennaio 2012

Categoria : Politica
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