Che farà chi non guarderà la partita?


L’Aquila – (G.Col.) – (Foto: una tifosa) – Se una partita di calcio molto importante – come quella che sarà trasmessa stasera – arriva a incollare davanti al teleschermo 21 milioni di italiani (portiamo pure a 25 calcolando radio, computer e altre diavolerie) resta vero che altri 35 milioni di persone saranno altrove. L’Italia alloggia 60 milioni di abitanti…
Contando un certo numero di neonati, di vecchissimi e di ammalati o impegnati altrove, rimangono pur sempre milioni e milioni di persone. Cosa faranno costoro mentre in tv Italia e Spagna si disputeranno la coppa europea (quella dell’economia che affonda spetta comunque ad ambedue i paesi…)?
Abbiamo provato a condurre una piccola, casareccia inchiestina usando telefono ed e.mail, presso persone che conosciamo e che, di solito, non seguono il calcio. Oppure sì? Vediamo.
La prima risposta è raggelante: “Che faccio stasera? Mi siedo davanti alla tv perchè così vogliono tutti a casa”. “Ma come, tu che non sei tifoso?” “Che significa, stasera gioca l’Italia… e poi valli a convincere che si potrebbe guardare qualche altra cosa…”. Non fa una grinza. Nelle famiglie italiane in certe occasioni c’è la telecomandocrazia e non si discute.
La seconda, la terza e la quarta “intervista” vanno meglio. Uno risponde che se ne andrà a spasso a Collemaggio (a L ‘Aquila), un altro che porterà il cane sulla battigia del mare (a Giulianova), il terzo che ha un appuntamento. Di che tipo non lo chiediamo, ma possiamo sospettarlo, perchè è uno un po’ tifosastro, e quindi se va all’appuntamento, ci saranno dei motivi molto convincenti. In fondo, pensiamo che sarà quello che starà meglio tra le 20,30 e la 23 di questa sera, infrattato chi sa dove e senza bisogno di occupare la bocca a parlare di calcio.
Qualche altra persona ci prende in giro, non risponde oppure taglia corto con banalità. L’ultima intervistata è una donna, sui cinquanta, bella che di più non si può, con la quale si parla volentieri al di là di ogni pretesto per entrare in contatto con lei. La signora non si scompone, e ridacchia per telefono, poi risponde: “Mica sono tonta. Vado al distributore di benzina con lo sconto da 20 centesimi in self service, e mi faccio il pieno prima con 20 euro, poi con pezzi da 5 uno dopo l’altro. Riempio “fino in canna” il serbatoio perchè mentre tutti guardano la partita, a far benzina non c’è nessuno…”
Prendi, pesa, incarta e porta a casa. Il senso pratico delle donne non lo batte nessuno. Pensiamo che la signora abbia fatto la scelta più azzeccata. Il risultato della partita se lo può sempre succhiare dalla radio dell’auto… O farne a meno, tanto poi per le prossime 100 ore ci riempiranno il cervello solo di calcio e palloni. Un’indigestione. E poi ognuno tornerà ai suoi guai.


01 Luglio 2012

Categoria : Cronaca
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