Regione: sprechi decennali e scandali dimenticati, fitti d’oro e palazzi inutili


L’Aquila – (di Gianfranco Colacito) – FITTI E INUTILI PALAZZI, SUSSULTI DI MORALISMO, COME SEMPRE TARDIVI – (Foto: in evidenza l’inutile nuova sede del consiglio a L’Aquila, sotto l’inutile sede di Pescara e sotto ancora il palazzone della Regione a L’Aquila, uno dei fitti d’oro più pesanti) - L’Italia è un paese febbricitante, un luogo confuso e arruffone di soprassalti e furie da Inquisizione che divampano e poi si estinguono, mentre sovrana la politica meno produttiva d’Europa (quella del cosiddetto Bel Paese, appunto) continua a navigare tra onde e flutti d’oro. Da sempre scollacciata e ridanciana. Da sempre debole di fronte al cloroformio delle fandonie, delle dichiarazioni di probità.
Da tanto, invece, gli italiani dovrebbero essersi accorti dell’andazzo, e avrebbero dovuto punirlo.
Invece lo avallano con il consenso e con i voti, perché tanti connazionali sperano solo di poter partecipare alla gozzoviglia, più che di eliminarla. Non siamo un paese di onesti. Per non ripetere brutalmente che siamo, invece, un paese di ladri effettivi (se ci si riesce) o mancati (quando non si riesce a mettere le mani nella marmellata).
Oppure anche un paese di ladroni ipocriti, che si scandalizzano della Minetti, ma ingoiano tutto il peggio che la politica sa produrre. Almeno la Minetti è una gnocca che levati… L’abbiamo ammirata in bikini.
REGIONE SPRECONA – La Regione sprecona dei palazzi e degli affitti, che sarebbero di 2,5 milioni l’anno? Ma fatela finita, è una solfa vecchia che non regge più, è una situazione che tutti conoscono da sempre e che Chiodi, forse, scopre solo oggi. Parlando di due inutili capoluoghi costosi. Poco credibile…
I due capoluoghi ci sono da 1970 e nessuno ha mai avuto il coraggio di ridurli ad uno solo. Così come nessuno ha mai deciso di acquistare delle sedi regionali, tagliando i 34 affitti che si pagano. A molti fa troppo comodo intascarli, ad altri forse pagarli a chi è contento di intascarli. Ed è grato.
Viceversa, sono avvenuti dei fatti allucinanti e scandalosi, sui quali sono scesi silenzi imbarazzati e compiacenze sornione. Come in un film sulla Sicilia di Sciascia. O anche peggio. Lì, infatti, il coraggio di sapersi imporre non mancava a nessuno. Qui manca persino il fegato di parlarne, di certi argomenti.
IL PALAZZO AQUILANO – Il primo fatto allucinante e scandaloso è il restauro milionario del palazzo accanto all’Emiciclo, a L’Aquila, durato anni, costato somme mai rivelate (ma enormi), rivelatosi inadeguato, scomodo, inadatto alle esigenze. Tant’è che si tennero nella nuova aula una o due sedute, e poi venne abbandonata. Spiegazioni? Chieste mille volte, arrivate mai.
Il terremoto ha posto fine al problema: palazzo inagibile appena restaurato e costato milioni! Ebbene, di questo immenso sperpero di risorse qualche politico regionale sa qualcosa, o ha mai chiesto qualcosa? Facile oggi strapparsi i capelli, blaterando di regioni costose e di politica spendacciona.
IL PALAZZO PESCARESE – Il secondo fatto allucinante è l’acquisto a Pescara di una sede accanto al fiume e vicino al Comune, in piazza Unione, del tutto inutile, inadeguata, inutilizzata. E anche malconcia, visto che si è allagata. Che sia un palazzo inutile comperato chi sa da chi e per quale alchimia inquietante, c’è una prova schiacciante, la cosiddetta prova regina: le sedute pescaresi del consiglio non vi si tengono!
SIAMO ALL’IMPUDENZA – Assurdo, ipocrita, come si comprende, farla tanto lunga sui fitti, sulle sedi, sugli sprechi, su progetti da decine di milioni per nuove sedi. Siamo alla follia totale. E all’impudenza, che gli abruzzesi dovrebbero respingere, se esistesse una politica, se vi fosse un’opposizione ferrata, se i sindacati avessero voce in capitolo. Di queste cose parla solo qualche volta parte della stampa, ma chi se ne frega? Nei palazzi si decide tutto, anche succose campagne pubblicitarie. E alla fine, memorie, sdegni, soprassalti moralistici, febbri da rettitudine vilipesa, si dissolvono.
Importante è la rosa, si diceva un tempo. Bocca di rosa, cantava De Andrè. In nome della rosa si intitola il celebre romanzo.
Di che colore è la cartamoneta euro?


29 Settembre 2012

Categoria : Cronaca
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