M5S: “Altro che ponte!”


Pescara – Scrive il Movimento 5 Stelle Abruzzo: “Tutti in città hanno diritto ad avere uno spazio. Giovani e meno giovani.
L’intolleranza reciproca è il frutto della mancanza di un ‘PONTE’ comunicativo tra generazioni. Ma se le stesse forze dell’ordine usano modi bruschi verso ragazzi che giocano e si divertono in modo sano, il problema dell’intolleranza e dell’incomunicabilità assume una valenza istituzionale. Lo Skate-Park dei Gesuiti è stato chiuso a causa della denuncia di un residente che si è lamentato per il troppo rumore delle rotelle. Il Comune ha pertanto deciso di chiudere la struttura e i ragazzi, ad oggi, non hanno un luogo dove andare a praticare il loro sport.
Il M5S Abruzzo raccoglie la lamentela di un padre, che ha visto una delle sue figlie 17enni cacciata in malo modo dai vigili urbani dall’area della Madonnina, perché stava skatando: non si stava drogando, né stava consumando alcolici. Non era intenta a compiere atti vandalici. Giocava, come si faceva una volta, trascorrendo il proprio tempo in modo sano e costruttivo insieme agli amici.
Il Comune di Pescara annuncia la delocalizzazione della struttura: ma nel frattempo non si preoccupa dei tanti giovani cittadini che praticano questo sport e non hanno più un luogo dove andare. Nessuno inoltre sembra porsi il problema della spesa già sostenuta per realizzare la struttura dei Gesuiti nel 2007: si parla di 150.000 € che andranno in fumo, come sempre accade.
Insomma, nulla di nuovo sotto al sole della politica ed il suo stile deludente si riconferma senza troppo stupore.
Migliorare l’esistente e non radere al suolo quanto già fatto è l’unica prospettiva sensata, in un tempo di crisi come il nostro, nel quale il denaro ha acquisito un valore inestimabile. Che fare? In primis non dimenticare la storia che ha portato alla nascita della struttura dei Gesuiti: nel 2006 alcuni ragazzi, tramite una petizione e una conseguente raccolta di firme avevano fatto sentire la propria voce alle istituzioni, comunicando i propri bisogni in modo ufficiale e rivendicando uno spazio per loro.
Esiste un modo di procedere più corretto e rispettoso? Noi crediamo di no e in virtù di questo sforzo civico compiuto dai giovani, chiediamo che venga concesso loro uno spazio pubblico provvisorio, nel quale possano serenamente praticare il loro sport, in attesa che le istituzione prendano una decisione definitiva nel merito. Chiediamo inoltre che venga organizzato un tavolo, costituito dall’assessore allo sport, dai ragazzi e dal residente intollerante al rumore e che si costruisca attraverso il dialogo una prospettiva di senso per tutti. Si può fare, basta volerlo!”.


18 Luglio 2013

Categoria : Cronaca
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