Un comunista che salva un ex AN…


Pescara – ACERBO NON FIRMA E SALVA MASCIA, SUO NEMICO GIURATO (di Stefano Leone) stefanoleone8@gmail.com
Sulla storia delle firme per la sfiducia al Sindaco di Pescara, “inAbruzzo” ha scritto costantemente, tenendo informati i nostri lettori. Ora riassumiamo. Al momento, questa mattina, 15 marzo, delle 21 firme necessarie ne manca solo una. Quella del nemico giurato del Sindaco, politicamente lontanissimo dalle posizioni di quest’ultimo e che lo ha contrastatato per l’intera consiliatura. Maurizio Acerbo, Consigliere di Rifondazione Comunista, manca all’appello nell’elenco dei firmatari e, di fatto ha salvato Arbore Mascia dal siluro preparatogli per affondarlo. Ieri ai 17 firmatari iniziali si erano aggiunte altre due firme, Pignoli e Mastromattei. In setata si è aggiunta quella di Di Nisio che, in un primo momento pareva deciso a non “pugnalare il Sindaco”, come da lui stesso annunciato nella seduta del Consiglio Comunale di ieri.
Di Nisio ha deciso in serata dopo le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Mascia, (che riportiamo in altro articolo), nelle quali ha ringraziato sia lui che Acerbo per non aver firmato. Questo lo ha imbufalito tanto da fargli dichiarare che la giornata, (quella di ieri 14 marzo), è la peggiore della sua vita. Dunque, siamo a 20.
Manca quella di Maurizio Acerbo. Diverse le motivazioni dell’esponente di PRC che, con la sua consueta composta pacatezza, non si esalta nè si dispera per avere in mano il pallino della partita. A dire il vero, Acerbo un’amarezza ce l’ha e come. E’ quella della fretta eccessiva nel firmare un documento che ha tenuti impegnati i Consiglieri che, Acerbo avrebbe voluto più attenti in Consiglio dove si stava discutendo la sua delibera per la salvaguardia degli edifici storici di Pescara. Non l’ha presa bene e, dunque, tiene tutti sulla corda.
- Acerbo, un comunista che salva un Sindaco ex An ed ora Forza Italia è tutto dire. Quali i motivi per i quali non ha firmato la sfiducia?
“Elementari. Oggi, (ieri 14 marzo per chi legge), era all’Ordine del Giorno la variante per gli edifici storici che ho proposto io e solo per i capelli l’ho salvata. Una grave mancanza di rispetto nei miei confronti e della città non tenere alla cosa. Hanno organizzato la kermesse di ieri per la quale non vi era alcuna fretta”.
- Riteneva l’oggetto della delibera più importante di sfiduciare Mascia?
“Assolutamente si. Mi sembra più importante dello scontro tra due poli ormai quasi uguali e intercambiabili”.
- Come ha visto il passo indietro di Antonio Blasioli dopo essere stato la sorpresa delle primarie? Secondo lei c’è un accordo per un incarico pesante nel caso di vittoria del centrosinistra?
“Significa che Di Matteo e D’Alfonso hanno mostrato che decidono loro cosa succede a Pescara. I due giovani a mio parere non hanno fatto bella figura”.
- In molti hanno pensato che la decisione non fosse farina del suo sacco e che, forse, ci sia stata qualche telefonata per renderlo più malleabile. Molta gente che gli aveva espresso consenso non ci è rimasta bene!
“Tutto ciò non fa che confermarmi l’idea che il Pd è irriformabile”.
- Torniamo alla attuale consiliatura. Ora cosa pensa accadrà, in questo mese scarso rimasto per il termine?
“Che si scioglierà il consiglio quando deciderò di firmare”.
- Cosa pensa di fare?
“Domani e dopodomani, oggi 15 marzo e domani 16 per chi legge), sono a Roma a occuparmi della lista Tsipras, poi vediamo. Sinceramente non me ne frega più di tanto. Sono agnostico. Vorrei solo evitare che si voti tra un anno per cui farò qualche verifica”.


15 Marzo 2014

Categoria : Le Interviste
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