Studenti al Parco Lavino


Scafa – Oggi circa trenta studenti del Dipartimento di Architettura ed Urbanistica dell’Università “G. d’Annunzio”, di Pescara, guidati dalla professoressa Ottavia Aristone, sono stati a Scafa per visitare il Parco Lavino e le aree demaniali dove, per quasi 130 anni e fino alla fine dello scorso gennaio, sono stati prodotti derivati dell’asfalto e cemento. Tra il Comune di Scafa e il suddetto Dipartimento, lo scorso dicembre, è stata stipulata una convenzione per lo studio e la ricerca sul territorio, anche al fine di favorire il rilancio dell’economia locale. La lezione che la professoressa Aristone ha voluto tenere a Scafa è da vedere nel quadro di questo rapporto di collaborazione. Recentemente, nella Facoltà di Architettura di Pescara è stata discussa, da Alisia Filoni ed Erika Di Prinzio, una tesi di laurea dal titolo “Scafa, città e industria”, avente ad oggetto un progetto per fare del centro urbano di Scafa un «campionario a cielo aperto dell’asfalto», come scrive nella prefazione alla stessa tesi uno dei correlatori. A dimostrazione che il rapporto di collaborazione tra Comune ed Università è ben avviato. La visita – o la lezione – della professoressa Aristone, aveva come temi il rilancio delle aree demaniali attraverso una riconversione dell’insediamento industriale, ormai inattivo da quasi due mesi ed il rapporto tra il fiume e la comunità locale. Nel primo pomeriggio, la docente e gli studenti sono stati ricevuti nell’aula consiliare del municipio dal Sindaco, Maurizio Giancola, l’assessore all’Urbanistica, Antonio Buccella (che della predetta convenzione è uno dei responsabili, l’altro è la professoressa Aristone) ed il consigliere incaricato Giuliano Di Fiore. «La vostra presenza qui per noi è un fatto estremamente importante, per questo ve ne siamo molto grati», ha detto il primo cittadino, «perché per amministrare con amore un territorio occorre conoscerne la storia.» E proprio la storia locale è stato l’argomento di una buona parte dell’incontro, che si è protratto per più di un’ora. Giancola è partito dal nome del paese: «Scafa viene da “scafo”, perché qui, in passato, ci si imbarcava per passare sull’altra sponda del fiume Pescara, che una volta aveva ben altre dimensioni». Per poi passare alla lotta per ottenere l’autonomia comunale, contro la quale «nell’Assemblea comunale votò anche Ignazio Silone». Ma, rispondendo alle domande degli studenti e della docente, si è parlato anche della situazione venuta a crearsi a causa della cessazione della produzione nel cementificio e nell’asfaltificio. Che ne sarà, ora, dell’area industriale? Verrà bonificata? Erano questi, inevitabilmente, gli argomenti che suscitavano più interesse. «La questione è complicata», ha chiarito il Sindaco, «poiché tecnicamente il gruppo Italcementi ha”sospeso”, la produzione, non l’ha interrotta definitivamente. Noi stiamo facendo di tutto perché riprenda al più presto, almeno, la produzione di derivati dell’asfalto, la cui domanda non è affatto in crisi. L’asfalto, come si dice, tira, cioè ha ancora mercato.» Terminato l’incontro, gli studenti sono andati a visitare le aree demaniali ed il Parco Lavino, come da programma.


19 Marzo 2014

Categoria : Cronaca
del.icio.us    Facebook    Google Bookmark    Linkedin    Segnalo    Sphinn    Technorati    Wikio    Twitter    MySpace    Live    Stampa Articolo    Invia Articolo   




Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Utente

Articoli Correlati