Se il sottosuolo brontola e a molti dà i brividi


L’Aquila – (di Gianfranco Colacito) – (Foto: grotte nel sottosuolo di Picenze, e le crepe nel 2009 al lago di Sinizzo) –
“I boati, i brontolii sotterranei, a San Demetrio si sono sempre sentiti. La gente lo ricorda, sono anni e anni che quel rumore che fa paura si avverte, pare arrivare da sotto terra…” .
Il giovane di Villa S.Angelo con quale chiacchieriamo è tranquillo. “A San Demetrio sì, a Villa S.Angelo no. Ma da quello che so, quei rumori si sentono anche a Picenze, a Prata, qualche volta a Onna e a Paganica… Anzi, a Paganica molti ne avvertirono durante la crisi sismica del 2009”.

Il sottosuolo della zona tra San Demetrio e Barisciano, S.Pio e altri paesi, è tornato da qualche tempo irrequieto. Ci sono state anche diverse scosse di terremoto, nelle ultime settimane. Leggere, ma avvertite. E sono tornati anche i cupi brontolii che qualcuno paragona a tuoni, che però non scendono dal cielo come quelli autentici durante i temporali, ma salgono da sotto terra. Raggelanti, non c’è nulla da fare: incutono paura. Cosa accade?
Probabilmente nulla di nuovo, come conferma chi ha sentito quei cupi boati spesso a San Demetrio e dintorni. Anche molto prima del terremoto del 2009. Ma ciò che non toglie che la gente sia preoccupata. Come sempre, nessuno invece si preoccupa di approfondire, tentare di spiegare, sollecitare accertamenti scientifici e geologici. Agli abitanti semplicemente non viene detto nulla, le autorità non sanno che pesci prendere, i sindaci non possono che condividere la preoccupazione, attenti però che non si crei allarmismo.
Le ipotesi si fondano tutte sulla natura cavernosa del sottosuolo. Sotto i paesi, le case, le fattorie di campagna, ci sono vuoti, caverne, grotte naturali, a Picenze le più note, ma anche in altri centri. E’ ipotizzabile che queste caverne siano ampliate dalle piogge e dalle esalazioni sulfuree del sottosuolo. Composti chimici naturali, in stato gassoso, che dissolvono nel tempo alcune rocce e ampliano i vuoti, che prima o poi cedono, crollano, magari un po’ alla volta: e questa sarebbe l’origine dei rumori cupi, profondi. Che qualche volta possono coincidere con i terremoti. O causarli, chi può dirlo? O avvenire senza alcun collegamento sismico. Così sperano tutti in questo periodo.
Chi ha buona memoria, ricorda che diversi anni prima del 2009, a Prata d’Ansidonia, si ebbe un lungo sciame sismico locale, con brontolii e apertura di voragini anche in paese. Ancora anni prima, fu necessario eseguire costosi lavori di consolidamento del sottosuolo a Bominaco.
C’è poi l’inquietante laghetto di Sinizzo, presso San Demetrio, originato da uno skinhole, ovvero lo sprofondamento in forma di dolina di una cavità sotterranea, poi riempitasi di acqua nel corso del tempo. In pratica, un gran buco conico, una voragine generatasi in tempi remoti. Dei subacquei che hanno esplorato le acque del laghetto, hanno riferito, dicono in paese, della presenza di un’apertura nel fondale, una sorta di grotta, rivolta in direzione della collina di San Giovanni. Cunicolo evidentemente naturale non esplorato.
Nel sisma del 2009, il laghetto ha subito trasformazioni e cedimenti particolarmente vistosi. Grandi spaccature della sponda e nelle vicinanze. Crepe nel suolo. Impressionante.
Si può tranquillizzare la popolazione dei centri afflitti dal fenomeno dei brontolii? Per farlo bisognerebbe saperne di più. Abbiamo una università, abbiamo una sede dell’Istituto di geofisica a L’Aquila. Non risulta che abbiano mai fatto sentire le loro voci. Forse dovrebbero. Forse dovrebbero pretenderlo i sindaci. Lasciare la gente a rabbrividire di fronte alla natura non è l’atteggiamento migliore. Ma è molto italiano, come tutti a L’Aquila e dintorni hanno imparato nel 2009. In questo paese importante e minimizzare, rendere tutto soft, ma soprattutto sperare nella buona stella. Che talvolta, però, è distratta.
Per completezza informativa, va ricordato che i boati dal sottosuolo si sono spesso verificati nel Veneto e in Lucania, anche con frequenza e intensità tali da atterrire la popolazione, e che poi non è accaduto nulla. La natura “parla” anche così. Ma non è facendo finta di nulla che riusciamo a capirla meglio.


01 Aprile 2015

Categoria : Cronaca
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