Dopo anni di dissennatezza il porto canale si avvia ad una disastrosa chiusura


LA SENTENZA DI MORTE PARE SCRITTA E INLUDIBILE – UNA CITTA’ E UNA REGIONE OLTRAGGIATE –
Pescara – (di G.Col.) – (Foto: il porto canale e sotto Lorenzo Sospiri) – Per anni a scavare – senza con questo ottenere nulla dalla politica, dalle istituzioni, dai reggitori della città – nelle vicenda scandalose del porto canale non dragato né sottoposto alla minima manutenzione, sono stati i giornali e qualche politico in cerca di voti e cariche, poi non ricevute dal popolo. Oggi a sentenziare la prossima morte del porto è una voce ufficiale. Il Provveditorato alle opere pubbliche.
E’ la desolante conclusione di una storia che ha infangato e umiliato Pescara, rovinato marinai e operatori commerciali, ferito a morte il turismo, oltraggiato l’immagine di Pescara e dell’Abruzzo, colpito tutto, visto che si danneggia la sua città più grande.
“Per il porto di Pescara non ci sono risorse, non c’e’ un dragaggio programmato e non c’e’ un Piano regolatore portuale esecutivo. Dopo dieci mesi del Governo D’Alfonso-Alessandrini il porto di Pescara si avvia verso la chiusura, senza alcuna prospettiva all’orizzonte, come ha detto stamane il dirigente del Provveditorato alle Opere pubbliche del ministero, l’ingegnere Enrico Bentivoglio”.
E’ caustico il commento del capogruppo d Forza Italia in regione, Lorenzo Sospiri, sull’incontr di oggi.
“Tutto questo – prosegue – mentre e’ scattata la mobilitazione, ovviamente opportuna, per il dragaggio del porto di Ortona, al fine di garantirne la piena agibilita’. Finalmente oggi e’ caduta la maschera ed e’ emersa la verita’ sull’attivismo di facciata del presidente D’Alfonso, completamente immobile sullo scalo di Pescara. A questo punto basta con le chiacchiere e gli inutili incontri romani, che non hanno avuto alcun riscontro ne’ sortito effetti. E’ tempo che il governatore cominci a produrre fatti”. “Il porto di Pescara e quello di Ortona sono le due facce di un’amministrazione regionale che si muove nel caos, ma temiamo con una strategia gia’ definita”, dice il capogruppo.
“Oggi il dirigente al Provveditorato Bentivoglio ha eliminato ogni possibile dubbio: per lo scalo di Pescara non ci sono ulteriori risorse all’orizzonte. Dunque non e’ vero che a breve arrivera’ un nuovo dragaggio, quello annunciato come imminente dal presidente D’Alfonso, e per il Piano regolatore portuale se ne riparla dopo l’estate. Se la Regione trova soldi attraverso altri canali, si finanziera’ qualche opera, altrimenti il porto di Pescara e’ sostanzialmente destinato a fermarsi. Parole che – osserva Sospiri – hanno confermato l’allarme che personalmente avevo lanciato lo scorso 18 marzo, alla scadenza dei 15 giorni dati dal governatore D’Alfonso per chiudere la road map del porto e inviare gli ‘ultimi’ documenti a Roma per dare operativita’ al Piano regolatore portuale. Scadute le due settimane, a fronte del silenzio tombale della Regione, ho chiesto conto di quanto stava accadendo, ma anche in quel caso non e’ arrivata alcuna risposta. Oggi la verita’: i presunti incontri romani del presidente D’Alfonso si sono conclusi con una porta sbattuta in faccia alla citta’ di Pescara.
Contemporaneamente e’ di oggi la notizia dell’avvio dei carotaggi per consentire l’immediato dragaggio del porto di Ortona, carotaggi che verranno eseguiti dall’Arta di Pescara con la massima urgenza per salvare ‘uno dei piu’ importanti porti abruzzesi’. Addirittura l’Arta ha mobilitato i laboratori di Pescara, Teramo e L’Aquila per fare le caratterizzazioni ogni giorno. Ovviamente siamo contenti di tale attivita’; peccato che la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara non abbiano fatto sentire anche loro il fiato sul collo delle Istituzioni per salvare il porto di Pescara. Come sempre saremo al fianco degli operatori portuali e della marineria nel difendere lo scalo del capoluogo adriatico e nel chiedere risposte al governatore”, conclude il capogruppo di Forza Italia.
(Ndr) – Sospiri lancia un giusto allarme e ci auguriamo che i maghi e i camminatori sulle acque che tengono oggi le redini in pugno si diano una mossa. Ma bisogna anche ricordare che il porto canale lo hanno ucciso in tanti e da tanti anni, il che significa che non vi sono colpevoli da additare oggi, escludendo gli altri che li hanno preceduti. Pescara deve ringraziare la politica e coloro che negli anni ha eletto, lasciandosi ingannare. Il danno (che speriamo sia riparato) è annoso, ha un’età e un passato. Oggi chi comanda si ritrova con i cocci in mano e non sa come uscirne.


13 Aprile 2015

Categoria : Cronaca
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