Piccole storie aquilane di oggi


UNA CITTA’ IN CUI LE PERSONE CONTANO POCO –

L’Aquila – (Foto: Coppito con un po’ di neve) – Scrive Gianfranco Giustizieri: “Il quotidiano “il Centro”, riporta la decisione del sindaco Massimo Cialente di chiudere la farmacia comunale di Coppito per il trasferimento in un’altra sede più vicina all’Ospedale. Questo per la ricerca di maggiori introiti tesi a ripianare il deficit, quasi secolare, che affligge l’Afm.
Tesi ormai largamente applicata dalle Amministrazioni centrali (vedi servizi scolastici, sanitari , postali…) soprattutto in zone di montagna, non solo, che vedono la penalizzazione delle fasce più deboli, non solo, delle popolazioni.
Ma un’Amministrazione comunale che dovrebbe ben conoscere il territorio di sua competenza e si piega a certe logiche di risparmio per compensare altrui incompetenze protratte nel tempo, sembra proprio fuor di ogni logica!
Bene ha fatto la Proloco di Coppito a dare una replica immediata offrendo un veritiero quadro di lettura di una realtà che sembra ignorata.
Ma a circa gli ottomila abitanti della zona, ed agli altri problemi elencati voglio aggiungerne uno, piccolo, piccolo nella sua individualità ma enorme nel significato umanitario.
C’era una volta, come ogni fiaba che si rispetti … vedremo la conclusione se narrare al passato … c’è un anziano signore V. V., solo, senza figli, con la moglie deceduta da tempo. Non guida, non possiede una macchina, i parenti sono lontani, ogni tanto chiama una donna per le pulizie necessarie. Vive di pensione, penso non un vitalizio di consigliere regionale, cura con affetto i piccoli animali che stazionano in quello che una volta era il suo orto, si ferma a parlare con chi incontra nelle sue uscite quasi quotidiane. Si esprime in un dialetto strettissimo, solo chi lo conosce riesce a comprenderlo. Una vita dedicata al lavoro, poco studio, amicizie occasionali, molta solitudine intorno.
Ogni mattina, appoggiandosi al suo bastone, claudicante, si avvia con passo lento verso la farmacia. Necessita di tenere sotto controllo la sua pressione per una salute certo non eccellente e approfitta di un servizio offerto e per lui necessario. Ogni tanto la ricetta prescritta dal medico (uno dei quattro in servizio nel paese) e la sosta in farmacia per le medicine insieme ad iniezioni … di fiducia dal farmacista di turno, ormai divenuto quasi amico.
E allora, per il finale della storia, che fare? E per tanti altri vecchietti dai problemi similari più o meno differenziati, che fare? I servizi sociali per aumentare costi poi da sopprimere? I misuratori di pressione da acquistare e poi distribuire a coloro che non possono permetterselo? Dispensatori di fiducia automatici sparsi nel territorio (si preme un bottone e via), altro ancora?
Piccole storie, piccole storie del nostro tempo!”.
(Ndr) – Da anni c’è sempre meno spazio, specialmente a L’Aquila, per i primi protagonisti della collettività, cioè la persone. Lo spazio si riduce a zero, anzi diventa respingente, se uno è anziano, magari fatica a muoversi, e non fruisce di quel bene che ci hanno sempre imposto: l’automobile. Avveniva quando in Italia comandavano gli Agnelli, continua ad avvenire oggi, anche se non si sa più bene chi comanda… L’uomo è l’ultima cosa. Una volta, anni fa, un collega milanese passando per via Roio diretto al suo hotel ci fece notare che in questa città la maggior parte delle strade non è fatta per le persone, è priva di marciapiedi e protezioni o varchi pedonali tra i grovigli di auto una sull’altra. Gli aquilani contano poco, disse: in fondo, è solo colpa loro se si lasciano trattare come comparse…


28 Aprile 2015

Categoria : Dai Lettori
del.icio.us    Facebook    Google Bookmark    Linkedin    Segnalo    Sphinn    Technorati    Wikio    Twitter    MySpace    Live    Stampa Articolo    Invia Articolo   




Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Utente

Articoli Correlati

    Nessun articolo correlato.