Piccoli delinquenti crescono: ora usano il taser


L’Aquila – (Foto: un modello di arma taser, M-26, che Wikipedia definisce di uso militare) – Una notizia di cronaca da Lanciano (un tentativo di rapina peraltro andato a male grazie alle reazione della vittima, un tabaccaio) suscita attenzione e qualche preoccupazione in più. Non ci facciamo mancare niente, infatti.
La notizia, riportata dall’agenzia ANSA ma non certo messa in evidenza dal resto della stampa, racconta che la delinquenza – per ora quella spicciola definita piccola malavita – ha imparato anche in Abruzzo ad usare il taser, un’arma elettrica perfezionata alla fine degli anni Novanta. Esiste evidentemente ormai anche un mercato clandestino di armi taser, parallelo a quello delle armi da fuoco. E’ questo l’aspetto che suscita attenzione e che richiede una precisa informazione dei cittadini. Cosa che, come sempre, non accade, perchè si tende sempre a soffocare, nascondere e minimizzare tutto ciò che riguarda la delinquenza. Invece, tutti dovrebbero essere ben informati.
Il taser, per sintetizzare, è un’arma corta ritenuta non letale e per la legge non portabile, esattamente come qualsiasi altra arma, senza licenza specifica: il porto d’armi. Ma reperibile nei negozi specializzati. Insomma, esiste e bisogna saperlo.
E’ simile ad una pistola. Puntata, “spara” due piccoli dardi che nella traiettoria tendono a divaricarsi. Una volta attinto il bersaglio (pelle nuda ma anche abiti), i due dardi (collegati all’arma) rilasciano una scarica elettrica di notevole tensione ma di bassa intensità. Ricordiamo che la tensione elettrica si misura in Volt e l’intensitè in Ampere.
La scarica non è in sé lesiva né tanto meno mortale, perché le armi taser sono in qualche modo tarate, ma è pensabile che qualcuno possa modificarne la potenza. Nei dati non risulta che il taser abbia causato decessi, ma decessi ci sono stati. Come mai? La scarica elettrica nel corpo non è micidiale, ma può diventarlo in rari casi per chi soffre di particolari patologie, specie quelle di natura cardiaca. Insomma, c’è chi può morirne e chi usa il taser non può sapere chi ha di fronte e di cosa soffre la sua vittima.
La comparsa del taser negli episodi di criminalità in Abruzzo è, quindi, una novità preoccupante. Ce n’è quanto basta per allertare tutti e predisporre misure adeguate. O vogliamo ancora una volta far finta di niente?


24 Maggio 2015

Categoria : Cronaca
del.icio.us    Facebook    Google Bookmark    Linkedin    Segnalo    Sphinn    Technorati    Wikio    Twitter    MySpace    Live    Stampa Articolo    Invia Articolo   




Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Utente

Articoli Correlati

    Nessun articolo correlato.