Rugby abruzzese – Conosciamoli un po’


RAFFAELE PIERGALLINI, 18 ANNI E UN FUTURO DA INGEGNERE, DICE GRAZIE AL RUGBY
(di Stefano Leone – foto Massimo Leone)

Suo padre voleva diventasse un tennista. Lui vorrà diventare un ingegnere nucleare, in mezzo a tutto ciò si è infilato il rugby. Si, perché Raffaele Piergallini, un ragazzone di 1.85 per 95 kg, non ancora 19enne, compirà 19 anni il prossimo 1 luglio essendo nato ad Atri il 1 luglio 1996, ha fatto del rugby lo sport della sua vita atletica. Iniziò appena 14enne, dopo aver provato molte altre discipline. Come spesso accade, compagni di scuola lo convinsero a provare, ed ecco che “Pierga il rosso”, approda alla Sambuceto Rugby. Under 14, under 16, under 18, la trafila è stata una sequenza. Una sequenza che nella stagione appena conclusa, ha visto Piergallini esordire anche in Seniore nel campionato di Serie C. Non è difficile riconoscere in campo la possente seconda linea gialloblu. La sua capigliatura rossa, sopra il suo possente fisico, svetta in campo da qualunque posizione e, dunque, non è difficile individuarlo. Tranne quando si spegne. Si, perché come egli stesso dichiara, ad un certo punto della partita, sparisce, si spegne.

- Cosa accade in quei frangenti?

“Accade che ogni tanto io mi spengo durante le partite; quando ci sono con il cervello gioco, poi accade che sparisco, questo lo potrà confermare anche il mio allenatore; credo sia una questione mentale più che fisica. La prima mezz’ora la mia partita è molto fisica, attenta e maschia, poi c’è un calo che compromette la prestazione”.

- Ultimo anno nelle file del Sambuceto Rugby; sembra che i tuoi progetti ti portino lontano dai colori gialloblu

“Purtroppo si. Devo ancora fare i test d’ingresso ma il mio progetto futuro prevede, dopo l’esame di Maturità, di trasferirmi a Torino dove vorrò frequentare ingegneria con specialistica in ingegneria nucleare. Non per questo smetterò di giocare a rugby, cercherò di trovare a Torino una squadra che mi consenta di continuare il percorso da atleta nel rugby che non voglio lasciare”.

- Cosa ti ha insegnato il rugby?

“Il rugby mi ha aiutato molto soprattutto a gestire il tempo della vita. Mi ha insegnato ad organizzarmi fra studio e sport; io sono un tipo molto pigro e disordinato, il rugby mi ha aiutato ad organizzare sia gli impegni con la scuola che nelle altre mie attività”.

- Qual è la cosa alla quale tieni di più nel rapporto di squadra con i tuoi compagni?

“In campo, quando ci sono momenti di difficoltà, è quella di rimanere uniti. Ci tengo molto. Il senso di unità di una squadra, avanzare insieme, placcare insieme, tengo molto a questo. Nei momenti di euforia, invece, tutto è molto più semplice”.

- In un’ottica futura, pensando di dover lasciare i tuoi compagni, la società nella quale sei cresciuto, i tuoi tecnici, come vedi questo aspetto?

“Vedo per me un futuro molto impegnativo, sotto il profilo della vita vedo un lungo e difficile percorso di studio che mi dovrà portare a trovare un lavoro che voglio si esplichi all’estero, quindi prevedo tanto impegno. Sotto il profilo del rugby, desidero continuare a giocare e soprattutto a migliorare i livelli ai quali, con buona soddisfazione, ho raggiunto fin’ora. Non mi precludo la possibilità di giocare in categorie superiori come la B o la A ma devo impegnarmi e migliorare. Se penso a ciò che è il mio futuro, un senso di malinconia mi prende: i dirigenti, gli allenatori, i collaboratori della società Sambuceto Rugby mi mancheranno tantissimo. E’ stata la società che mi ha cresciuto e nella quale mi sono formato e diventato ciò che sono. Il mio pensiero non mancherà mai di essere rivolto ai colori gialloblu e a ciò che hanno rappresentato per la mia crescita”.

Pierga il rosso, un giorno lo chiameremo ing. Piergallini, lo riconosceremo da lontano per la sua chioma rossa ma ci piacerà ricordagli di quando svettava nelle touche, di quando ribaltava l’avversario placcato, di quando si spegneva e poi ricompariva ma, soprattutto, di quanto sia cambiato in meglio l’organizzazione della sua vita grazie al rugby. E quando avrai raggiunto il tuo successo, esso non saprà di niente, se non lo trasformerai in una orgogliosa e cristallina vittoria perché hai vinto con merito, onestà e passione.


14 Giugno 2015

Categoria : Le Interviste
del.icio.us    Facebook    Google Bookmark    Linkedin    Segnalo    Sphinn    Technorati    Wikio    Twitter    MySpace    Live    Stampa Articolo    Invia Articolo   




Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Utente

Articoli Correlati

    Nessun articolo correlato.