“Forestale, non possono scioglierla”


Ospitiamo una intervista al Segretario Nazionale del Sindacato Nazionale Forestale, Andrea Laganà, foto in alto, circa la soppressione del CFS.
“Non possono sciogliere il Corpo Forestale dello Stato: abbiamo scelto di fare questo mestiere come fosse la missione della nostra vita, per salvaguardare l’ambiente del nostro Paese” .
sono le parole di Andrea Laganà, segretario nazionale del Sindacato Nazionale Forestale.

C’è tensione per l’iter che porterà allo scioglimento il Corpo Forestale dello Stato, “forza di polizia ad ordinamento civile, specializzata nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico, nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare” costituita nel 1822. La Forestale, infatti, è la vittima prescelta (assieme alla Capitaneria di porto) della razionalizzazione dei costi voluta dall’attuale governo. Più precisamente, come spiega Laganà “è il terzo governo che, una volta insediato senza essere stato eletto, propone lo scioglimento del Corpo Forestale”.

Come mai, dunque, tutti puntano ad eliminare un ente così ricco di specializzazioni?
“È molto semplice – sottolinea Laganà – siamo il corpo di polizia più piccolo e quindi siamo il minor bacino in termini di voti, la nostra eventuale cancellazione, che si rivela una mera mossa propagandistica, comporterebbe pochi problemi in termini di elettorato politico”.

Tra l’altro la sparizione della Forestale darebbe luogo a un assurdo controsenso: “Si vogliono ridurre i corpi delle polizie da 5 a 4 in nome di una razionalizzazione di uomini, mezzi e costi. Peccato che poi a livello regionale venga proposta una sorta di Polizia ambientale, che ricalca goffamente le stesse competenze del Corpo Forestale. Così, da 5 corpi di polizia si avranno 4 più 15 nuovi corpi regionali. Alla faccia della razionalizzazione”.

Nelle scorse settimane, infatti, è stata resa nota la risoluzione proposta dal Pd e da Sel, approvata a maggioranza che chiede alla Giunta regionale di agire perché sia garantita “l’organizzazione di una Polizia ambientale e agroalimentare che assuma funzioni e risorse connesse all’attività di sicurezza ambientale e agroalimentare e del territorio”.
La risoluzione, ovviamente, è stata avanzata come rimedio al delega al Governo di intervenire sul riordino delle funzioni di Polizia che appunto ha come vittima predestinata il Corpo Forestale. Le funzioni della nuova Polizia ambientali sarebbero il contrasto agli ecoreati, il mantenimento della biodiversità, la lotta ai reati compiuti a danno degli animali come il bracconaggio o il commercio illegali di specie in via d’estinzione e il contrasto al commercio internazionale di legname.

Sul ruolo della nuova polizia ambientale, dunque, nascono i soliti, seri dubbi: “Si è parlato di un primo nucleo di Polizia ambientale in Emilia Romagna dove l’amministrazione ha storicamente un preciso colore politico: non vorremo che si distrugga il Corpo Forestale dello Stato per garantire posti di lavoro ad amici e parenti”.

“Discariche incontrollate, sversamenti illegali, inquinamento delle falde acquifere, distruzione e deturpamento delle bellezze naturali, incendi ed abusivismo edilizio sono solo alcuni dei fenomeni che impegnano il personale della Forestale in tutte le sue articolazioni territoriali, dai comandi stazione ai nuclei investigativi specializzati” – sono i compiti elencati sul sito – “Il Corpo forestale dello Stato svolge inoltre compiti di polizia venatoria per reprimere il bracconaggio e di controllo sulla pesca nelle acque interne. Garantisce anche l’applicazione della Convenzione di Washington che regolamenta il commercio internazionale delle specie di fauna e di flora minacciate di estinzione e opera per la prevenzione e repressione delle violazioni in materia di benessere degli animali. Oltre a questi impegni storici, la Forestale è chiamata ad operare su nuove frontiere per reprimere le frodi in danno alla sicurezza alimentare che rappresentano una minaccia a uno dei settori più importanti del sistema produttivo nazionale: l’agricoltura di qualità”.

I Forestali, dunque, ad entrare in un altro corpo di polizia proprio non ne vogliono sapere: “Sarebbe come mischiare le competenze di Carabinieri e Polizia con quelli della Guardia di Finanza e viceversa”. E la valenza del Corpo che sta per essere sciolto, proprio in queste ore sta dimostrando tutta la sua importanza: come ha riportato l’Ansa, sono stati 43 gli incendi boschivi divampati nell’ultimo fine settimana in tutta Italia che hanno impegnato i mezzi e il personale del Corpo forestale dello Stato. La Campania, con 18 incendi, è stata la regione più colpita dalle fiamme, seguita dalla Puglia con 7 roghi e dal Lazio con 6. In Campania le province più colpite sono state Caserta e Salerno, rispettivamente con 6 e 8 roghi.

Fanno ridere, poi, le motivazioni della soppressione del Corpo Forestale dello Stato legate al risparmio dei costi: “Questa vicenda è stata già sconfessata: abbiamo dimostrato infatti come ogni anno il nostro Corpo costi allo Stato poco meno di 500 milioni di euro all’anno. Di questi, 460 milioni sono costituiti dagli stipendi degli 8.500 dipendenti che – con il futuro scioglimento – verrebbero pagati dal ministero di turno, quello delle Politiche Agricole, oppure il Viminale ecc. Rimangono, dunque, 40 milioni considerati una spesa enorme dai sostenitori della soppressione della Forestale. Peccato che proprio il Corpo stesso elargisca ogni anno 30 milioni di euro di sanzioni amministrative. Ci chiediamo in che modo, un Corpo con quasi 200 anni di storia, per il governo possa rappresentare uno spreco da abbattere”.


16 Luglio 2015

Categoria : Le Interviste
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