Per Ovidio, 2000 anni da baciapile


GRAZIE AL POETA DELL’AMORE CHE CI VIETAVANO DI AMARE E CAPIRE -

Il dolce e malizioso poeta dell’amore – assai più che delle Metamorfosi – è stato sostanzialmente negato alla cultura e ai giovani. Il regime politico imperiale romano lo punì esiliandolo alla fine del mondo (romano) nella remota Romania dell’epoca augustea. Il regime politico attuale lo esalta e lo riscatta, alla presenza addirittura del presidente giurista Mattarella. Ovidio diventa un simbolo della cultura occidentale. Sulmona scopre di aver dato i natali ad un grande, magari ancora oggi con il disappunto cattolico. In duemila anni, l’arte e la poesia sono ancora qualcosa di politico.
Neri secoli, l’emarginazione culturale del poeta dell’amore ha pesato come marchio indelebile. Resta il fatto, vissuto da generazioni di studenti liceali, che Publio Ovidio Nasone al classico era appena sfiorato nelle lezioni, e solo per le Metamorfosi. Il resto era semplicemente scandaloso, e guai al docente di latino e greco se osava approfondire.
Noi dobbiamo solo ringraziare l’ottusità millenaria sopravvissuta per non dispiacere la Chiesa, perché al liceo classico generazioni hanno sudato – vocabolario alla mano – per leggere e tradurre l’Arta di amare. Fatiche anche pruriginose, per carità, che alla fine hanno contribuito ad imparare meglio il latino (non facile) del poeta peligno. Grazie ottusi reggitori politici e ministri con il paraocchi, sempre baciapile e ambigui, e grazie, naturalmente, Ovidio. Tu che insegnasti ad amare, oggi sei amato. Finalmente.


06 Aprile 2017

Categoria : Cultura
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