Carceri: UilPa, in Abruzzo sono al collasso


Sulmona . – “Le aggressioni alla Polizia Penitenziaria negli Istituti di Pescara e Sulmona, ultime di una lunga serie, la carenza di personale dovuta alla mancata attuazione del turn-over, l’elevata anzianita’ di servizio e la conseguente eta’ anagrafica avanzata del personale, l’automazione di porte e canceli inefficienti e i mezzi di trasporto fatiscenti sono solo la punta dell’iceberg dello stato di degrado, al limite del collasso, in cui versano le carceri Abruzzesi”. Lo afferma il segretario regionale della UilPa Giuseppe Vincenzo Giancola. “Per comprendere la gravita’ della carenza di organico – spiega – basti pensare che nella sola Casa Circondariale di Teramo, a fronte di una pianta organica di Pol.Pen. di 215 unita’ vi sono solo 149 unita’ operanti, per controllare e gestire una popolazione carceraria di circa 355 unita’. In tutta la Regione vi e’ una carenza di Polizia Penitenziaria di 266 unita’ con circa 1000 poliziotti per oltre 2000 ristretti. Ad aggravare questo stato di cose – prosegue il sindacalista – c’e’ l’ulteriore taglio dell’organico, annunciato dal Provveditore interregionale di Abruzzo-Lazio-Molise. Inoltre, non va sottovalutato il particolare regime di sorveglianza della maggior parte degli Istituti, dalla Casa Circondariale di massima sicurezza di L’Aquila con i suoi 41bis, alla Casa Reclusione di Sulmona che, a pieno regime, ospitera’ circa 700 detenuti AS1 e AS3 (per semplificazione per i non addetti ai lavori, sono quei detenuti appartenenti alle ‘mafie’ al limite del 41bis o provenienti dal 41bis), alle Case Circondariali di Lanciano, Teramo e Pescara con la promiscuita’ di detenuti ristretti, categorie AS, Z, Collaboratori, Protetti e Psichiatrici. Questa premessa per far comprendere la complessita’ del problema. E’ riduttivo distribuire il personale di Polizia Penitenziaria sulla base di una semplice proporzione, presenza detenuti/poliziotti, poiche’ va considerato che ogni Istituto Penitenziario e’ un mondo a se’ stante, con le proprie esigenze organizzative e gestionali. Ad esempio: la Casa Circondariale di Lanciano manifesta una spiccata promiscuita’ di circuiti detentivi, pertanto necessita di particolari attenzioni custodiali. Questa disomogeneita’ dei circuiti – afferma Giancola – non consente una gestione uniforme. La UILPA Polizia Penitenziaria Abruzzo ritiene necessario prendere atto delle reali esigenze degli Istituti di Pena, degli organici locali, degli effettivi posti di servizio per la sicurezza, occorre una rivisitazione delle piante organiche seria. Questo obiettivo si puo’ raggiungere solo attraverso la costituzione di una commissione composta da membri dell’Amministrazione Penitenziaria e da rappresentanti sindacali regionali che si rechi presso tutti gli Istituti e valuti scrupolosamente, posto per posto, le esigenze di servizio reali, affinche’ si possa infine istituire un tavolo tecnico regionale ove discutere e confrontarsi sui risultati”.


08 Novembre 2017

Categoria : Attualità
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