Febbo, economia fragile e in decrescita


Pescara – “Ai numeri negativi dell’ultimo rapporto Svimez dove vede l’Abruzzo come unica Regione del Mezzogiorno ad avere un dato di crescita del Pil con il meno davanti si aggiungono gli ultimi dati diffusi dall’economista prof. Ronci riferiti all’influenza del terremoto sulla nostra economia che confermano ancora di più quanto denunciato, ossia la nostra Regione non cresce anzi arretra, purtroppo”
Questa la denuncia sollevata dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che spiega quanto segue: “Il quadro desolante oggi ci viene rappresentato dal confronto con la vicina Regione Marche. Nello specifico – precisa Febbo – la popolazione abruzzese interessata dal sisma è stata di 103.362 abitanti pari all’8% del totale (1.322.247) distribuita su 23 comuni mentre la popolazione marchigiana colpita dagli eventi sismici è stata di 347.774 abitanti pari al 23% del totale (1.538.055) e distribuita su 87 comuni. Nel 2016 il PIL abruzzese e quello marchigiano hanno subito entrambi la stessa flessione, meno 0.2% ma con una differenza rilevante. Infatti mentre il PIL abruzzese è il terzo peggior risultato a livello nazionale e il peggior risultato tra le regioni del mezzogiorno a causa degli eventi sismici la Regione Marche ha ottenuto lo stesso risultato dell’Abruzzo nonostante abbiano avuto rispetto a quest’ultimo il triplo della popolazione interessata dagli eventi sismici (8% contro il 23%) e il quintuplo dei comuni devastati dal terremoto (8% contro il 38%). Quindi è del tutto evidente come le differenze sono proprio nelle azioni messe in campo per rispondere agli eventi straordinari che hanno colpito le due Regioni. Non passa giorno – continua Febbo – che non ascolti uno spot in radio o in televisione dove vengono comunicati i fondi europei (Fers e Fears) messi in campo per il mondo turistico, agricolo e culturale da parte della Regione Marche per aiutare e sostenere le imprese a ripartire dopo il sisma. Mentre nella Regione Abruzzo assistiamo inesorabilmente ai soliti annunci di questo Governo Regionale e i numeri sono la prova provata di come l’economia abruzzese in questi ultimi anni ha fatto passi indietro rispetto alle altre Regioni italiane. La popolazione ha subito una flessione di 11.692 abitanti e tale flessione è stata dello 0,88% pari a quasi il triplo della decrescita italiana dello 0,32%, le imprese diminuiscono di 2.425 unità registrando una decrescita dell’1,87% corrispondente a due volte e mezzo quella media nazionale dello 0,77%, gli occupati (-15.000) e i disoccupati (+10.000) realizzano variazioni percentuali peggiori e in controtendenza rispetto ai valori italiani, il tasso di occupazione e quello di disoccupazione sono entrambi peggiori di quelli nazionali, il PIL Abruzzese ha registrato un incremento di appena lo 0,5% pari ad un quarto di quello italiano (+1,8%) e cresce meno anche del mezzogiorno (+0,8%), nel solo 2016, ha subito una flessione dello 0,2% a fronte di una crescita media nazionale dello 0,9%, annotando il terzo peggior risultato tra le regioni italiane e il peggior risultato tra le regioni del Mezzogiorno. Un quadro desolante – conclude Febbo – che sintetizza il fallimento dell’amministrazione regionale guidata dal presidente D’Alfonso che aveva promesso in campagna elettorale una rivoluzione ma lascerà un Abruzzo più fragile più povero e più improduttivo e con il rischio di rimandare indietro le risorse europee”.


14 Novembre 2017

Categoria : Politica
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