L’uomo dei draghi e delle aquile


Roseto – (di Gianfranco Colacito) – Il ferro battuto, piegato, modellato, lucidato per dare corpo alle immagini della fantasia, soprattutto draghi e un’aquila dalle ali dispiegate, simbolo dei monti d’Abruzzo. Volano via dalle mani di un singolare artista, Ivo Galassi, 45 anni, di professione fabbro per una piccola industria di Cologna di Roseto. Un uomo semplice e silenzioso, ispirato chi sa perché dai draghi, il suo tema preferito, che ritrae dagli archetipi che abitano il suo mondo immaginario. E’ strano che un uomo del 2010, per di più impegnato nel duro e concreto lavoro del fabbro, dell’artigiano del ferro per l’edilizia, si rifugi tra le creature oniriche di fiabe e antiche storie d’amore e di coraggio. Il drago rappresenta, nella tradizione, il nemico invincibile, la creatura ostile che sputa fuoco e fiamme e sta a guardia di tesori e luoghi inviolabili. I coraggiosi sfidavano il drago e se lo vincevano, passavano nel novero degli eroi puri e forti, quindi dominanti.
Galassi lavora quando ne ha tempo, solo, partendo da lastre sottili di ferro dolce che ritaglia, batte, modella a fantasia, senza un bozzetto o un disegno, perché confessa di non saper disegnare. E’ un artista istintivo e fantasioso, un raccontatore di miti del passato trasportati nel terzo millennio. Adopera di tutto per completare l’ambiente delle sue opere, anche semplici pezzi di tubatura. Saldature e molature danno alle sue opere una lucidità sfavillante che si esalta in presenza di luci o fuochi. Tra i pochi pezzi eseguiti (è solo all’inizio, e il lavoro richiede molto tempo che non sempre c’è) un volto in preda al terrore, la bocca distorta in un urlo silenzioso. Tale e quale all’Urlo di Munch. Solo che lui non ha mai visto quel dipinto.
Galassi, modellatore di ferro, puro e spontaneo, che usa materiali naturali e comuni per dar loro una vita, una presenza ispirata dalla capacità di un’immaginazione fervida, tutta da rivelare, per fortuna ancora pulita e genuina. Un personaggio di cui Roseto dovrebbe essere orgogliosa, un ricostruttore di sogni dalla mano ferma e ispirata. Come se i draghi parlassero all’artista, per dirgli: non siamo mostri, solo creature della fantasia che viaggiano nel tempo e arrivano persino all’inizio del terzo millennio. Tenteremo di purificarlo con il fuoco e la luce.
(Nelle foto Col: Ivo Galassi, i draghi e la sua aquila di ferro)


07 Marzo 2010

Categoria : Cultura
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