Lettere – Allerta “arlecchino”, alberi che cadono, frane, inondazioni, ecc ….


L’Aquila – Scrive Franco Taccia: “Da giorni siamo inondati oltre che dall’acqua dagli allerta multicolori, come sempre assolutamente inutili. Infatti appena piove oltre la norma o tirano raffiche di vento, lo “stivale” si riempie d’acqua che entra da tutte le parti, di fango, detriti e frane a volontà, oltre agli alberi che cadono come fossero fuscelli. E quasi tutti i media fanno a gara a chi spara le frescacce più grosse. Per cui alberi, frane, fiumi, fango diventano assassini. Gli assassini invece sono quelli che, fregandosene della prevenzione (che non c’entra nulla con l’arrivare dopo il disastro, sfoggiando equipaggiamenti da boutique), non controllano lo stato di salute degli alberi (che non cadono per il vento…) verificandone lo stato di salute e se sono quindi saldamente ancorati con le radici, che non curano la potatura dei rami, che fanno finta di nulla se ci sono strade che ad ogni pioggia si trasformano in torrenti, che fanno affogare la gente nei sottopassi, che ignorano che i tombini sono ostruiti dovunque, ecc ecc. Salvo leggere o vedere in tv dei miracolosi interventi di “riqualificazione” che come sempre consistono nel buttare altro cemento, nel tagliare piante in ottima salute per realizzare piste ciclabili che dopo un mese vanno in malora. Ovviamente senza che ci sia qualcuno che oltre a megafonare i comunicati abbia la dignità di scrivere che se c’è chi rischia la vita perchè un fiume di fango lo travolge o un albero gli cade addosso non è colpa della natura ma degli incapaci che la violentano. Nel frattempo si dovrebbe spiegare cosa deve fare un “disgraziato” che avvertito con avvisi color pastello, si vede franare sotto l’auto la strada che percorre per andare al lavoro o viene centrato da un ramo (che doveva essere potato e non staccato dal vento) mentre accompagna i figli a scuola.

La causa, secondo i cialtroni, oltre alla furia assassina degli elementi, è la mancanza di soldi. Che si trovano per tutto, armi, aerei da guerra, missioni militari ultradecennali, contributi a sagre e “bi/tri/centenari” di ogni tipo, spedizioni spaziali per vedere se su Saturno nevica ad agosto, ma non si trovano per mettere un sensore, una fotocellula o una trappola per topi che scatti se l’acqua supera i 5 cm facendo bloccare il passaggio di auto e persone nei sottopassaggi.


30 Ottobre 2018

Categoria : Dai Lettori
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