Decreto salvabanche: ma chi salva gli imprenditori?


Ofena – Dino Rossi (Cospa allevatori Abruzzo scrive al vice premiere Salvini e alla Procura di Roma:
“Alla cortese attenzione dell’on. Matteo Salvini
Alla Procura generale di Roma
Con la presente, porto a conoscenza alcuni lati oscuri sugli interventi di qualche anno fa, riguardante il decreto salvabanche.
Un intervento da parte del governo molto singolare se si pensa che gli aiuti di stato è vietato da parte della UE, tanto è vero che per gli allevatori non si è stato possibile aiutarli per la restituzione delle multe delle quote latte, in quanto si raffigurava un aiuto di stato. Caso strano per le banche tutto è stato lecito? La Monte dei Paschi di Siena, indebitata per aver finanziato gli amici degli amici, i quali non hanno restituito un euro, vedesi: la famiglia De Benedetti e la sua Sorgenia, ha ricevuto dallo stato come aiuto 20 miliardi di euro. Soldi di tutti gli italiani, anche di imprenditori che si sono ritrovati a pagare tre volte la Monte dei Paschi:
1. la prima volta con interessi usuranti tanto da portare gli imprenditori in sofferenza supportato da tanto di contratto
2. la seconda: gli imprenditori italiani si ritrovano a pagare le tasse, più alte d’Europa dovuto alla manovra salvabanche
3. la terza, le banche pur avendo ottenuto i finanziamenti dallo stato cioè dagli stessi imprenditori i quali hanno già pagato con interessi usuranti e con il carovita, come se nulla fosse accaduto la Monte dei Paschi di Siena sta procedendo nei confronti dei morosi, eccetto alcuni, al recupero dei mutui pagati parzialmente, ridotti alla fame da un sistema vizioso.
A questo punto, se le banche hanno ricevuto i soldi dallo Stato cioè (dai cittadini), come mai nel decreto salvabanche non si è messo una clausola al fine di tutelare le imprese ridotte al lastrico dal famigerato istituto di credito, in quanto la banca i soldi li ha già ripresi?
Si chiede per tanto al governo di intervenire nei confronti degli istituti che hanno ricevuto gli aiuti, al fine di garantire la sopravvivenza delle imprese in sofferenza. Mentre si chiede un intervento da parte della magistratura romana, al fine di verificare se tale finanziamento sia stato lecito nei con fronti degli istituti bancari, se le procedure sono state attivate su tutti i debitori, se è possibile chiedere più di una volta i soldi ai debitori. In caso di archiviazione si chiede di essere avvisato.


18 Aprile 2019

Categoria : Attualità
del.icio.us    Facebook    Google Bookmark    Linkedin    Segnalo    Sphinn    Technorati    Wikio    Twitter    MySpace    Live    Stampa Articolo    Invia Articolo   




Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Utente

Articoli Correlati

    Nessun articolo correlato.