Apindustria L’Aquila: sul caso chiusura traforo, possibile un esposto


L’Aquila – (F.C.). Massimiliano Mari Fiamma, nella veste di direttore generale di Apindustria L’Aquila, entrando in merito alla questione sulla possibile chiusura del traforo del Gran Sasso, che proprio in queste ore vede sul tavolo delle trattative una possibile suluzione, ha espresso alcune considerazioni:”Mentre sembra rientrare l’emergenza della chiusura del traforo del Gran Sasso da parte di Strada dei Parchi, prima che si sgonfi il caso, chiediamo un intervento decisivo per la definitiva rescissione dell’assurda concessione (28 anni pagando a rate l’importo ad ANAS) che regola il vitale percorso autostradale. Sono decenni che subiamo ultimatum, aumenti e vessazioni sempre inevitabilmente preceduti da un più o meno feroce ricatto ma la gestione del Gruppo Toto, qualsiasi sia la parte politica al Governo, sembra essere un sacro totem assolutamente intoccabile. Ricordiamo le chiusure arbitrarie dei caselli in ‘previsione di neve’ perché la Società non voleva responsabilità (utenti chiusi una intera notte in una galleria dell’A24), le esorbitanti manutenzioni ‘in house’ coperte con gli inevitabili aumenti autostradali (necessari anche a coprire le rate per il pagamento della concessione), la querelle dei piloni in disfacimento, denunciati già oltre 15 anni fa, la vicenda del nuovo percorso che i Toto volevano realizzare, con risparmio di ben 10 minuti, sfondando altre montagne e lasciando isolata la Valle Peligna. Nonostante ciò, ancora una volta, ci troviamo a gioire per una soluzione quando dovremmo imprecare per aver ceduto all’ennesimo ricatto degli ex signori di Alitalia, quelli per capirci, a cui lo Stato ‘regalò’ le quote della compagnia di bandiera ripulita dalle perdite regolarmente scaricate sulla collettività, senza che si palesi all’orizzonte la parola fine.Esistono a nostro avviso gli estremi per la minaccia di interruzione di pubblico servizio e, a differenza del passato, questa volta non dettata da necessità contingenti (sicurezza pubblica, agenti climatici, ecc.) ma dal tentativo, pro domo propria, di evitare ‘reiterazione del reato’. Oltretutto se si tratta di un rinvio a giudizio e non di una condanna come si può parlare di reiterazione di reato se il reato non è ancora stato sentenziato? Equivale ad una ammissione di colpa? Se sì, dovrà per forza pesare sul giudizio finale.E così facendo, non si configura già una pesante inadempienza contrattuale sancita non tanto dalla concessione stessa ma dalla stessa normativa di settore vigente? In ultimo, la gestione privata di un bene pubblico può prescindere dal rischio di impresa, riferito anche agli imprevisti legati all’oggetto della gestione stessa, senza il quale, esattamente come nella citata situazione di Alitalia, siamo in presenza di un ‘affidamento privilegiato’ che, in ogni caso, meriterebbe di nuovo l’attenzione della magistratura? In sostanza, mentre applaudiamo alla soluzione trovata per scongiurare la chiusura mortale del traforo del Gran Sasso, chiediamo alle Istituzioni di agire immediatamente per interrompere il monopolio di Strade dei Parchi che, come questa vicenda ci ha insegnato, ha il potere assoluto di distruggere l’economia e la convivenza civile della nostra Regione e ciò è francamente inaccettabile.
Stiamo per questo valutando – ha poi concluso Mari Fiamma – un esposto cercando una soluzione legale, seppur di difficile applicazione, ben consapevoli che solo la politica, quella locale ma solo come sollecitazione a decisioni dirimenti di tipo nazionale, potrebbe mettere la parola fine ai soprusi della Società del Gruppo Toto.”


14 Maggio 2019

Categoria : Economia
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