Le “scritte” DUX tra i tanti residui del fascismo


L’Aquila – Infuria la polemica, che pare più che altro uno spunto estivo, sulle tante scritte DUX che compaiono qua e là in Italia, residui fisici del fascismo e delle sue idolatrie. La più nota è senza dubbio dalle nostre parti quella formata da alberi sul versante sud del Monte Giano, che divide Antrodoco dai monti aquilano, di Cascina di Cagnano e l’area abruzzese-laziale del valido di Sella di Corno. Anni fa vi furono incendi forse non spontanei (quasi mai lo sono) che minacciarono i tre boschetti a forma di lettere della parola dux.
Ora si polemizza altrove, e c’è chi tuona che i segni del fascismo vanno cancellati e non restaurati. Come se la storia si potesse far sparire con le sue vergogne o le sue glorie, secondo come vengono valutate.
Cancellare, se lo si decide, si può, obbedendo a impulsi che sembrano più che altro ipocrisie. Non c’è bisogno di celebrare nulla, ,a cancellare è inutile, anche perché se davvero si volesse farlo, bisognerebbe far sparire addirittura il quartiere EUR a Roma (la sola architettura italiana moderna con qualche ambizione stilistica) . Ma anche buona parte dell’Aquila moderna dovrebbe essere abbattuta, dalla Fontana Luminosa verso i viali dello stadio o delle Aquile. E la piscina comunale…
O si demolisce tutto, si cancella davvero, o si smette di essere inutilmente polemici i sul nulla.


29 Luglio 2019

Categoria : Attualità
del.icio.us    Facebook    Google Bookmark    Linkedin    Segnalo    Sphinn    Technorati    Wikio    Twitter    MySpace    Live    Stampa Articolo    Invia Articolo   




Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Utente

Articoli Correlati

    Nessun articolo correlato.