Scuole, paura di un grande pasticcio


Per le scuole si profila, specie in alcune zone come L’Aquila, città di baracche e pollai per studenti e professori da 11 anni, il grande pasticcio di di sttembre, Il Comune aquilano dice di aver approvato il progetto per le scuole di sua competenza, la provincia, che ha le più grandi, non dice nulla. Evidentemente non ha nulla da dire.
Nei servizi televisivi si comincia a sentir parlare di docenza digitale, di lezioni da remoto. Parole gonfiate per dire: lezioni con il computer. Ma solo per alcune classi di studenti più grandi, , si aggiunge come per scusarsi. Mettere le mani avanti per non cadere dopo… Dopo mesi di polemcie, persino nei meandri polverosi dei ministeri di comincia a capire qualcosa. Se avessero deciso mesi fa di ricominciare con lezioni da remoto, oggi problemi non ci sarebbero e il 14 settembre apparirebbe meno minaccioso. Lezioni da remoto che risolverebbero una serie di altri problemi sui quali nessuno dice nulla. Invece ci sono e pesano come macigni. Trasporti, mascherine, banchi, disinfezioni, e r rischio di denunce a cascata contro i presidi, se qualcuno si ammalerà a scuola.

PENSIERINO – Stanno portando navi per accogliere isolandoli migranti sani e infettati a largo, chi sa per quanto tempo. Gente confinata su una nave cosda ha diverso da quella che Salvini non voleva far scendere dalle navi? Vai a capire come la pensano, ammesso che qualcuno sia ancora capace di pensare.



12 Agosto 2020

Gianfranco Colacito  -  Direttore InAbruzzo.com - giancolacito@yahoo.it

Categoria : Editoriale
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