Neve, a rischio le semine primaverili


L’Aquila – Freddo, piogge, nevicate, temperature invernali sui mille metri di altitudine: le zone terremotate dell’Aquilano si sono svegliate stamane coperte da una coltre di neve, alta anche 10 centimetri, che tuttavia tende a sciogliersi. Stanotte il termometro si e’ fermato ad 1. Sotto zero counque a quote elevate. Il ritorno del maltempo con neve, pioggia e temporali in molte regioni mette a rischio le semine primaverili perche’ rende i terreni inaccessibili alle operazioni colturali. E’ quanto afferma la Coldiretti nazionale nell’evidenziare gli effetti nella campagne della caduta della neve e della pioggia in molte regioni italiane, dall’abruzzo alla toscana, dalle marche all’umbria. Con un inverno che si e’ posizionato al secondo posto (dopo quello dello scorso anno) nella classifica dei piu’ piovosi degli ultimi 30 anni, sulla base dei dati dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima (Isac), l’abbondante pioggia caduta ha reso i terreni agricoli umidi ed inagibili ai trattori per le classiche lavorazioni primaverili di aratura e semina che – sostiene la Coldiretti – e’ quindi in ritardo in molte regioni con una diffusa preoccupazione tra gli agricoltori. Dovrebbe invece essere scongiurato il rischio della siccita’ dopo la straordinaria caduta della pioggia e della neve che servono per ripristinare le scorte idriche nel terreno che le coltivazioni utilizzano per la crescita nel periodo primaverile ed estivo. L’arrivo di aria fredda di origine russa, che apre una nuova fase dal sapore quasi invernale con cadute di neve fin sotto i mille metri sulle Alpi nell’Appennino al centro-nord, preoccupa anche – continua la Coldiretti – per gli effetti di eventuali eccessivi abbassamenti delle temperature sulle coltivazioni in campo e sulle piante in fiore. Le temperature e le sommatorie termiche invernali necessarie allo crescita delle piante sono state notevolmente inferiori della media provocando un forte ritardo nello sviluppo fenologico riscontrabile in tutte le piante da frutto come pesco, susino, albicocco e ciliegio che in gran parte dell’Italia. Insieme alle piante anche gli animali – conclude la Coldiretti – sentono il ritardo dell’arrivo della primavera come confermano i rari avvistamenti delle rondini e degli altri uccelli migratori nelle campagne.


12 Aprile 2010

Categoria : Economia
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