Due anni e un giorno: “Riparte L’Aquila”


L’Aquila – LO STIMOLO GRAZIE A NAPOLITANO E LETTA – Oggi, due anni e un giorno: L’Aquila riprende a camminare. Parola di sindaco Cialente, in un’intervista televisiva ad Ennio Bellucci della Rai. L’impegno del presidente Napolitano (“Non vi lasceremo soli”), e sul piano pratico la mano sempre tesa, dai primi momenti drammatici dell’aprile 2009, dal sottosegretario Letta, hanno il loro peso. I soldi? “Penso che li avremoW” ha detto Cialente, che questa mattina ha annunciato un tavolo permanente (spesso ci sarà anche Letta) per riavviare il motore economico, sociale, si spera anche psicologico, della città. Saranno affrontati, si promette (meglio tardi che mai), tutti i problemi: gli insediamenti industriali che non trovano siti, come Thales Alenia, i servizi e i sottoservizi, la messa in sicurezza degli edifici meno danneggiati, la riedificazione di quelli classificati E (quasi tutto il centro storico), e il sindaco spera, come ha confermato questa mattina, in 1.000 appartamenti a posto entro Natale. Forse non ha fatto i conti con tante imprese che accettano, avviano i lavori e poi li abbandonano per arraffarne altri. Sarà bene che il Comune studi misure per le imprese cialtrone (che sono state tante in questi due anni), da perseguire se non mantengono gli impegni. Da privare della possibilità di lavorare, nei casi gravi: le istituzioni dovreebbero mostrare un minimo di polso, in una emergenza come quella aquilana. Via chiacchieroni, infedeli, affamati solo di profitto. A più d’uno è capitato l’assurdo: perdere l’alloggio da sfollati, perchè l’impresa che lavora nell’appartamento da ristrutturare non ha mentenuto l’impegno. Sciocche inflessibilità di burocrati senza cervello e senza cuore, ma capita.
Il Comune penserà anche al commercio e all’artigianato. Come, non si sa, visto che i lavori per il mercato degli ambulanti in piazza d’Armi ancora non cominciano. Ma forse stavolta la buona volontà del sindaco servirà a qualcosa. Se la sua giunta non lo seguirà e la sua maggioranza lo tradirà ancora, siano scacciate, rimodulate, rimpastate o come diavolo si usa dire in politica. Ma due anni e un giorno dopo il sisma, è veramente tempo di smetterla e di smascherare chi frena, ostacola, insabbia, o forse – come dice il sindaco – obbedisce a oscuri progetti di rallentamento.


07 Aprile 2011

Categoria : Cronaca
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