Te la dò io la stangata: aumenti per gas ed elettricità


<(em>Nell’immagine: la fiammella tradizionale del gas e un simbolo dell’energia nucleare, alla quale l’Italia ha rinunciato) – Italiani, mettete le mani nel portafogli. Da domani l’energia costerà di più, e non di poco: una prospettiva alla quale un paese che acquista energia deve abituarsi. Tra i “principali elementi” che hanno inciso sull’aggiornamento l’Autorita’ cita “i rialzi e il lungo protrarsi delle elevate quotazioni petrolifere” oltre agli “incentivi alle fonti rinnovabili ed assimilate”. Alla diversa dinamica delle bollette di elettricita’ e gas hanno inoltre “concorso una serie di fattori quali: i differenti orizzonti temporali utilizzati per i metodi di aggiornamento; i differenti impatti dell’incremento della materia prima, nonche’ i differenti assetti di mercato”.
Nel dettaglio, dal 1 luglio il prezzo di riferimento dell’energia elettrica sara’ 16,490 centesimi di euro per kilowattora, con un aumento di 0,31 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. La spesa media annua della famiglia tipo sara’ pari a 445 euro cosi’ ripartita: 257 euro (pari al 57,68% del totale della bolletta) per i costi di approvvigionamento dell’energia e commercializzazione al dettaglio; 67 euro (15,07%) per i servizi tariffati a rete (trasmissione, distribuzione e misura); 63 euro (14,11%) per le imposte che comprendono l’Iva (circa 9,09% del totale) e le imposte erariali (o accise) e locali; 58 euro (13,14%) per gli oneri generali di sistema, fissati per legge.
I prezzi di riferimento del gas saranno invece di 79,70 centesimi di euro per metro cubo, con un aumento di 3,2 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Per il cliente tipo, se tali valori venissero confermati anche nella stagione invernale, cio’ comporterebbe una spesa di circa 1.116 euro su base annua. La spesa media annua della famiglia tipo sara’ cosi’ suddivisa: 421 euro (pari al 37,75% del totale della bolletta) per la materia prima gas; 401 euro per le imposte (35,94%) che comprendono le accise (19,18%), l’addizionale regionale (2,55%) e l’Iva (14,21%); 59 euro per trasporto e stoccaggio (5,31%); 140 euro per la distribuzione comprensivi degli oneri per la promozione del risparmio energetico, il miglioramento della qualita’ del servizio e il contenimento della spesa dei clienti con bassi consumi (12,55%); 94 euro per vendita al dettaglio, commercializzazione all’ingrosso ed oneri aggiuntivi (8,45%).


30 Giugno 2011

Categoria : Economia
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